Dvořák – Sinfonia n. 7

Dvořák – Sinfonia n. 7 in re min. op. 70

Antonin Dvoràk, compositore boemo tra i più aderenti alla corrente classicista del Romanticismo, è autore di nove sinfonie, di cui le prime quattro, da lui ritenute poco apprezzabili, sono state pubblicate postume originando così una duplice numerazione a seconda che si consideri l’ordine cronologico di composizione o quello di pubblicazione.
Composta tra i mesi di dicembre 1884 e marzo 1885, per qualche tempo indicata con il numero 2, la settima sinfonia viene eseguita per la prima volta a Londra il 22 ottobre 1885 sotto la direzione dello stesso autore; composizione intensa ed equilibrata, dall’immediato successo, viene poi offuscata dalla celebre Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”.
Inizialmente wagneriano, come tanti altri giovani compositori della seconda metà del XIX secolo, intorno al 1873 Dvořák inizia ad avvicinarsi alle forme classiche avendo come modello Brahms, di cui apprezzava in modo particolare la terza sinfonia e il suo carattere austero, al quale conforma questa sua settima sinfonia in re minore.

I movimento – Allegro maestoso
Grande tensione drammatica, a volte attenuata da episodi di delicato lirismo.
Il primo tema, cupo e appassionato, viene esposto all’unisono da viole e violoncelli; l’atmosfera è resa vibrante dagli interventi dei timpani e dei contrabbassi. La forte carica energica si stempera nel secondo tema, semplice ed espansivo, affidato dapprima a flauti e clarinetti. I due temi principali si alternano tra le sonorità eroiche degli ottoni e i timbri dolci dei legni; un episodio di grande forza espressiva, poi il movimento si conclude riecheggiando in dissolvenza il prima tema.

II movimento – Poco adagio
Pagina melodica, serena, tuttavia attraversata da una certa inquietudine.
L’inizio è quasi un corale religioso sostenuto da flauti e oboi e ripreso dai corni che, in crescendo, conducono ad un’altra idea tematica affidata ai clarinetti. I temi sono nuovamente riproposti, questa volta con ordine diverso e con raffinate variazioni melodiche, poi lo stesso sommesso corale d’apertura chiude il secondo movimento.

III movimento – Scherzo: Vivace, Poco meno mosso
Baldanzoso ritmo di danza con una sezione centrale a carattere pastorale; due temi vivaci e spigliati, uno presentato dal fagotto e l’altro dai violini, si sovrappongono e si integrano con grande abilità contrappuntistica.

IV movimento – Finale: Allegro
Inizialmente è tenebroso e carico di tensione, poi il movimento si distende in una struggente melodia che ricorda il finale della terza sinfonia di Brahms.
Al primo tema, ardente e appassionato, segue un secondo motivo scandito in fortissimo come una marcia; serenità e allegria sono suggerite da una piacevole melodia dal sapore slavo intonata dagli archi bassi. La trionfale conclusione è a ritmo di marcia.

Prague Symphony Orchestra, dir. Jirí Belohlávek

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