Schubert: Sinfonia n. 3

Franz Schubert: Sinfonia n. 3 in re maggiore

Schubert ha compiuto 18 anni da qualche mese quando, in poche settimane, tra maggio e luglio del 1815, scrive la Sinfonia numero 3 per essere eseguita in privato da un gruppo di musicisti guidati dal violinista Josef Prohaska e dallo stesso Schubert alla viola. In pubblico, la Sinfonia sarà eseguita soltanto 53 anni dopo la morte del compositore, il 19 Febbraio 1881,  nel contesto di una presentazione di tutte le sinfonie di Schubert realizzata dal musicologo inglese George Grove al Crystal Palace di Londra. L’opera viene pubblicata nel 1884 da Breitkopf & Härtel nell’Edizione completa di tutte le Sinfonie di Franz Schubert curata da Johannes Brahms.
Questa sinfonia si distingue per agilità, brio, e per i ritmi che spesso richiamano movimenti di danza; le melodie sono allegre, spensierate, molto distanti dall’abituale cliché di un musicista tormentato e pieno di malinconia.
La partitura, articolata in quattro movimenti, prevede un organico orchestrale formato da due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, due trombe, timpani oltre alla sezione degli archi.
I movimento: Adagio maestoso. Allegro con brio
L’inizio è lento e solenne come in tutte le sinfonie di Schubert, eccetto la Quinta e l’Incompiuta.
Una scala ascendente affidata ai violini, e poi ai fiati, ripresa più volte con accresciuta energia, sfocia nell’Allegro con brio il cui primo tema, una melodia vivace e delicata, viene proposto dal clarinetto. Dopo un misterioso attimo di silenzio, l’oboe enuncia il secondo tema, simile al primo nella struttura. Il discorso musicale è scorrevole ed equilibrato; a tratti assume toni canzonatori.
II movimento: Allegretto
Invece del tempo lento, Schubert propone un delicato Allegretto in forma tripartita (ABA). L’episodio iniziale, con l’alternanza di note staccate e legate, è molto vicino allo stile di Haydn; nella parte centrale domina la melodia lirica del clarinetto.
III movimento: Minuetto. Trio
Il Minuetto, energico e vibrante, dall’andamento capriccioso, sembra voler irridere la vecchia danza, affettata e galante. Il Trio, affidato ad oboe e fagotto sulle note staccate degli archi, propone un tema semplice e cantabile.
IV movimento: Presto vivace
Ritornano l’allegria e la vivacità iniziali. Sul primo tema, frenetico e trascinante, s’innesta una melodia che ricorda atmosfere da opera buffa. Il ritmo scintillante e impetuoso evoca toni mediterranei, quasi rossiniani; sembra anticipare la Sinfonia Italiana di Mendelssohn.

Staatskapelle Dresden, Herbert Blomstedt

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