Domenico Scarlatti: Stabat Mater a 10 voci e basso continuo

Domenico Scarlatti: Stabat Mater a 10 voci e basso continuo

Questa magnifica composizione, vero capolavoro dove le voci s’intrecciano in diverse e ardite combinazioni, è il contributo più significativo di Domenico Scarlatti al repertorio sacro barocco.
Scritto a Roma tra il 1715 e il 1719, lo Stabat Mater è sì ispirato alle forme severe della tradizione palestriniana, ma Scarlatti innova con l’introduzione del basso continuo e con audaci percorsi melodici affidati alle singole voci, sfruttate al massimo delle loro possibilità espressive. La tradizionale scrittura per doppio coro, con masse sonore ben distinte, è sostituita da una tessitura vocale, ampia e ricca, per dieci parti reali: quattro soprani, due contralti, due tenori e due bassi. Si alternano momenti di alta spiritualità, come nel versetto iniziale “Stabat mater dolorosa”, e brevi lampi espressivi di gusto quasi teatrale, come l’intreccio vocale del “Fac ut animae donetur Paradisi gloria!”.

Ars Nova Copenhagen, Paul Hillier
Allan Rasmussen, organo

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