José Maurício Nunes Garcia

José Maurício Nunes Garcia (1767 – 1830)

Considerato tra i più importanti compositori del Brasile, padre José Maurício Nunes Garcia è autore di un repertorio che, per quantità e per qualità, non teme il confronto con quelli dei più noti compositori europei del suo tempo; Manuel de Araújo Porto-Alegre, il suo primo biografo, lo ha soprannominato “il Mozart del Brasile”. La maggior parte della sua vasta opera è stata persa, si conoscono almeno 400 composizioni, soprattutto musica sacra; alcuni dei suoi manoscritti rimangono nella Biblioteca della Scuola Nazionale di Musica di Rio de Janeiro, in alcune chiese brasiliane e in altri archivi in Brasile e all’estero. Lo straordinario lavoro compiuto dalla musicologa Cleofe Person de Mattos ha consentito di avere un catalogo aggiornato delle sue composizioni, nonché una sua biografia meno agiografica e più realistica.
Figlio di genitori mulatti di umili origini, José Merício Nunes Garcia dimostra precocemente un grande talento musicale. Da autodidatta impara a suonare il clavicembalo e la viola; all’età di sei anni rimane orfano di padre ma può continuare gli studi grazie ai sacrifici di sua madre e l’aiuto di una zia che avevano intuito le sue straordinarie capacità. A 15 anni Nunes Garcia inizia a insegnare musica; nel 1783 presenta la sua prima composizione, l’antifona “Tota pulchra es Maria” per flauto, coro e archi. Nel 1784 fa parte come musicista professionsta della Confraternita Santa Cecilia e nel 1792 viene ordinato sacerdote;  qualche anno più tardi diventa maestro di cappella e insegnante di musica dalla Cattedrale di Rio de Janeiro. Nel 1808, con l’arrivo del principe reggente e la creazione della Cappella Reale, Nunes Garcia assume l’incarico di organista, compositore di corte e maestro di musica.
È questo un periodo di grande produttività, per la Cappella Reale scrive circa 200 composizioni, soprattutto Messe e Novene, che rivelano l’influenza di Pergolesi, Haydn, Mozart e Beethoven.
Nel 1811 problemi di salute lo costringono a ridurre la sua attività; a corte viene affiancato e poi sostituito da Marco Portogallo giunto da Lisbona su espressa richiesta di re Giovanni VI. Da questo momento Nunes Garcia scrive musica principalmente per le chiese più piccole di Rio de Janeiro; nel 1816 per il Convento dei Carmelitani compone una Messa da Requiem e un Ufficio Funebre, considerati i suoi due capolavori. Il Requiem è palesemente influenzato dall’omonima composizione di Mozart che, nel 1819, dirigerà come prima esecuzione in Brasile.
A partire dal 1822, a causa della mutata situazione politica ed economica del Brasile conseguente al ritorno in Portogallo di Giovanni VI, le condizioni di vita di José Maurício Nunes Garcia si fanno sempre più difficili; nel 1826 compone la sua ultima opera, la Messa di Santa Cecilia. Provato dalla lunga malattia, si spegne in povertà così com’era nato.

Immutemur habitu (Antifona quaresimale)
Camerata Barroca de Caracas, Collegium Musicum Fernando Silva-Morvan
Immutemur habitu, in cinere et cilicio:
ieiunemus, et ploremus ante Dominum:
quia multum misericors est dimittere peccata nostra Deus noster.

Ouverture in re magg.
Vox Brasiliensis, dir. Ricardo Kanji

Messa da Requiem in re min. (1816)
Solisti: Carolina Faria, Mauricio Luce, Veruschka Mainhardt, Geilson Santos
Orchestra Sinfonica e Coro della Scuola Nazionale di Musica UFRJ
dir. Ernani Aguiar

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