Étienne Nicolas Méhul

Étienne Nicolas Méhul (1763 – 1817)

Étienne Nicholas Mèhul, interessante musicista francese degli anni della Rivoluzione e del Primo impero, è oggi poco conosciuto.
Molto apprezzato dai suoi contemporanei come compositore d’opera, Méhul è anche autore di quattro sinfonie nelle quali la palese influenza di Mozart e di Beethoven viene da lui stesso giustificata con l’intento di far capire al pubblico che anche un francese poteva comporre nello stile dei grandi musicisti tedeschi.
Nato nel 1763 a Givet, nelle Ardenne, Étienne Nicholas Mèhul studia con l’organista Wilhelm Hanser presso l’abbazia di Lavaldieu, poi si perfeziona a Parigi col clavicembalista alsaziano Jean-Frédéric Edelmann; matura in questi anni un forte interesse per la musica tedesca che resterà fondamentale nella sua carriera di compositore.
I suoi primi lavori sono essenzialmente musica strumentale; alcune sonate per pianoforte vengono pubblicate da La Chevardière nel 1781. Mèhul, tuttavia, è più attratto dalla musica vocale e dal melodramma; nel 1782 presenta al Concerto Spirituel una cantata su testi di Jean-Jacques Rousseau, poi, influenzato da Gluck e da Cherubini, rivolge i suoi interessi verso il melodramma. Nel corso della sua carriera scriverà circa 40 opere.
Nel mese di giugno 1788, presso l’Académie Royale de Musique, iniziano le prove di “Alonzo e Cora”, prove che presto vengono abbandonate per le difficoltà finanziarie del teatro; Étienne Mèhul, deluso ma non scoraggiato, fa rappresentare nel 1790, al Teatro de l’Opéra-Comique, “Euphorisine e Corradin o il Tiranno redento”, che ottiene subito un grande successo. A partire dall’opera “Stratonice” (1792), Mèhul propone soggetti a carattere eroico; scrive anche numerosi canti ed inni di battaglia, tra cui il celebre “Chant du Départ”, e opere celebrative del nuovo regime. Uno dei lavori più interessanti di questo periodo è “Orazio Coclite”.
Nel 1793 Mèhul viene nominato ispettore della musica presso il Conservatorio nazionale superiore di musica e danza di Parigi, appena creato; nel 1795 diviene Accademico di Francia. Di scarso successo è l’opera “La chasse du Jeune Henri” (1797), tuttavia molto apprezzata l’Ouverture, ancora oggi eseguita come brano a sé stante; nel 1801, alla Salle Favart di Parigi, va in scena “L’Irato, ou l’Emporté”, commedia in un atto dedicata a Napoleone.
Dopo il 1804 la vena creativa di Mèhul sembra esaurita, sono sempre più rare le opere composte e le sue apparizioni al Conservatorio; l’ultimo suo lavoro, “San Valentino di Milano”, opera comica in tre atti, verrà rappresentata sul palcoscenico dell’Opéra-Comique soltanto cinque anni dopo la sua morte.

Sinfonia n. 1 in sol min.
(Allegro – Andante – Minuetto – Finale: Allegro agitato)
Orchestra della Fondazione Gulbenkian, dir. Michel Swierczewski

Ouverture, La chasse du Jeune Henri
New Philharmonia Orchestra, dir. Raymond Leppard

Le chant du départ

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