Brahms: Sonata n. 1 per violoncello e pianoforte

Johannes Brahms: Sonata n. 1 in mi min. per violoncello e pianoforte, Op. 38

Dedicata all’amico Joseph Gaensbacher, maestro di canto della Singakademie di Vienna e violoncellista dilettante, la Sonata opera 38 di Brahms è un lavoro ricco di episodi appassionati e d’intensa spiritualità. È frutto di una lunga gestazione; l’abbozzo dei primi due movimenti risale all’estate del 1862, poi l’opera giunge a termine tre anni più tardi. Sin dalla sua prima esecuzione, Mannehim luglio 1865, la Sonata ottiene un grande successo, beneficiando così di un rapido inserimento nel repertorio violoncellistico.
La composizione è chiaramente ispirata alla musica di Bach; lo stesso Brahms annota sul frontespizio della partitura “saluto a Bach”. I “Contrapunctus” n. 4 e n. 13 dell’Arte della Fuga sono alla base del primo e del terzo movimento della sonata; quest’ultimo, poi, è un insolito incrocio tra fuga e forma-sonata, un interscambio tra la più elaborata figura musicale del barocco e il più elevato modello del periodo classico.

I movimento: Allegro non troppo
Avvio enigmatico e composto; il tema principale via via diventa oggetto di un dialogo sempre più fitto e animato. Un secondo motivo, lirico come il primo, ma più tumultuoso e frammentato, è seguito dall’accenno di un terzo tema proposto dal pianoforte. Un’ampia coda chiude il movimento.

II movimento: Allegretto quasi Menuetto e Trio
Movimento centrale in forma ternaria; il ritmo danzante, leggero, è velato da toni malinconici e graziosi di chiaro riferimento classico. Il Trio, melodioso e delicato, trasmette un vago senso di trepidazione per l’insistente circolarità della sua linea melodica.

III movimento: Allegro
Come detto, il movimento finale è una mediazione tra fuga e forma-sonata. La ricca tecnica contrappuntistica impegna pianoforte e  violoncello in una costruzione alquanto problematica per l’equilibrio sonoro tra i due strumenti. I tre soggetti della poderosa e articolata fuga sono enunciati, uno dietro l’altro, dalla mano sinistra del pianoforte: il secondo soggetto appare mentre il violoncello suona la risposta al primo, il terzo viene introdotto appena la mano destra attacca il primo soggetto e il violoncello risponde col secondo. Quando le tre idee tematiche ritornano allineate, la tessitura procede con imitazioni e inversioni del primo soggetto.

Ophélie Gaillard, violoncello
Ferenc Vizi, pianoforte

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Un pensiero riguardo “Brahms: Sonata n. 1 per violoncello e pianoforte

  1. sai?
    Credo ti sarò grata a vita per questo tuo proporre meraviglie simili!
    Il testo, letto ascoltando, è una vera chicca.
    Brahms, poi…
    Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!

    (mentre scrivo il commento, il brano è aperto in un’altra finestra…mi accompagnerà nella serata. Adesso lo converto in mp3 e lo trasferisco sul telefonino…)
    Viva!

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