Charles Valentin Alkan

Charles Valentin Alkan (1813 – 1888)

Charles Valentin Alkan, pianista e compositore francese, ammirato nella Parigi del XIX secolo al pari di Liszt e Chopin, è per molti anni dimenticato; soltanto con le registrazioni discografiche di Raymond Lewenthal e Ronald Smith della seconda metà del Novecento rinasce l’interesse verso le sue composizioni.
Charles Valentin Morhange, nato a Parigi in una famiglia ebraica, usa per cognome il nome del padre, Alkan, come i suoi fratelli, anch’essi musicisti. Bambino prodigio, coltiva numerosi interessi oltre alla musica. All’età di sei anni viene ammesso al Conservatorio di Parigi e a sette anni vince il premio annuale di solfeggio; continua rapidamente ad affermarsi negli studi di pianoforte, armonia e organo. Ottiene il plauso di Luigi Cherubini che definisce straordinarie la sua tecnica e la sua abilità; esce dal Conservatorio a diciotto anni con una menzione speciale.
Appena tredicenne, Charles Alkan aveva presentato la sua Opera I, un gruppo di sei variazioni su un tema del pianista e compositore tedesco Daniel Steibelt. Giovanissimo frequenta gli ambienti intellettuali parigini, stringe amicizia con Victor Hugo, George Sand, e Frédéric Chopin. Ben presto si afferma come eccellente pianista; nel 1833 tiene una serie di concerti a Londra, e fino al 1836 è insegnante part-time al Conservatorio di Parigi.
Vinto dal suo carattere introverso e misantropo, Charles Alkan si ritira in privato e dopo il 1850, nonostante la fama e il talento, raramente suona in pubblico; poco si conosce dell’attività di questi anni; oltre a comporre Alkan si dedica allo studio della Bibbia e del Talmud.
La sua musica è destinata per la maggior parte al pianoforte e spesso per la sua esecuzione si richiedono buone capacità virtuosistiche. Tra i suoi lavori più impegnativi si collocano, senza dubbio, gli Studi per pianoforte in tutte le tonalità maggiori, Opus 35, e minori, Opus 39. Altre composizioni si distinguono poi per le idee musicali del tutto originali. Alquanto bizzarra è la “Marcia funebre sulla morte d’un pappagallo”, per tre oboi, fagotto e voci, una spiritosa parodia de “La gazza ladra di Rossini”; rivolto all’innovazione è invece “Le chemin de fer”, uno studio per pianoforte che, molto probabilmente, è la prima raffigurazione musicale della locomotiva a vapore.
Il pianista Elie-Miriam Delaborde, ritenuto generalmente un figlio illegittimo di Alkan, ha curato la pubblicazione di molte sue opere.

25 variazioni su “La festa di Esopo”
(Studi in tutti i toni minori, Op. 39 n. 12)
Yeol Eum Son, pianoforte

Scherzo diabolico
(Studi in tutti i toni minori, Op. 39 n. 3)
Etsuko Hirose, pianoforte

Le chemin de fer, Op. 27
Idil Biret, pianoforte

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