Beethoven: Trio per pianoforte, clarinetto e violoncello Op. 11

Beethoven: Trio per pianoforte, clarinetto e violoncello in si bem. magg., Op. 11 “Gassenhauer”

Il Trio opera 11 “Gassenhauer”, dedicato alla contessa Maria Wilhelmine von Thun, madre del principe Karl Lichnowskyi, uno dei più importanti mecenati di Beethoven, viene composto nel 1797 originariamente per clarinetto, pianoforte e violoncello. Nell’edizione a stampa del 1798, per motivi commerciali, Beethoven inserisce anche la parte per violino, come appare indicato nel frontespizio della partitura: “per clarinetto o violino”; oggi, in alcune esecuzioni, il fagotto è utilizzato in sostituzione del violoncello.
Il sottotitolo “Gassenhauer” nasce dal terzo movimento il cui tema deriva dalla melodia allora molto popolare “Pria ch’io l’impegno”, dell'”Amor marinaro Ossia Il corsaro” di Joseph Weigl, affermatasi nel tempo come brano indipendente e a Vienna canticchiata dappertutto (Gassenhauer = canzonetta).
Composizione equilibrata e vivace, il Trio Opera 11 si articola nei rituali tre movimenti; si apre con un Allegro con brio, segue un Adagio molto lirico, e termina con un variopinto Allegretto costituito da un tema e nove variazioni dal carattere brillante e virtuosistico.
Il primo movimento inizia con la presentazione di un tema energico ed elegante, vagamente haydniano, il cui incipit è costituito da tre note che formano un disegno cromatico ascendente, successivamente ampliato. Questo tema è contrastato da un secondo motivo più cantabile. Episodi vivaci e ricchi di virtuosismo prima della coda conclusiva.
Il movimento centrale si apre con una melodia molto intima del violoncello, ripresa poi dal clarinetto; pagina d’intensa cantabilità, è caratterizzata da frasi brevi e simmetriche.
L’Allegretto finale è formato dal tema basato sulla melodia piacevole e orecchiabile di Weigl, seguito da nove variazioni. La prima, per il solo pianoforte, mette in evidenza la tecnica del tremolo; la seconda variazione è un gioco d’imitazione tra clarinetto e violoncello. La variazione terza è invece un brillante trio con una serie di scale eseguite dal clarinetto. Nella quattro e nella cinque il tema è variato, rispettivamente, in tonalità minore e maggiore, e nella sesta il tema viene spezzato e ripartito fra i tre strumenti. Toni eroici nella settima variziazione, mentre l’ottava presenta triplette tremule del pianoforte sui frammenti del tema proposti dal clarinetto e dal violoncello. Con l’ultima variazione il tema originale viene ripreso e arricchito con piccoli trilli del pianoforte sulle vivaci imitazioni degli altri due strumenti; chiude una coda brillante in tempo di 6/8.

José Franch Ballester, clarinetto
Ani Aznavoorian, violoncello
Warren Jones, pianoforte

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