Dvořák: Sinfonia n. 6 Op. 60

Antonin Dvořák: Sinfonia n. 6 in re magg. Op. 60

La Sinfonia in re maggiore opera 60 di Antonin Dvořák, sesta per ordine di composizione e così oggi definitivamente individuata, per qualche tempo appare come Sinfonia n. 1 perché è la prima ad essere pubblicata; l’editore Fritz Simrock non aveva considerato le precedenti sinfonie che, scartate da Dvořák in quanto ritenute poco apprezzabili, verranno pubblicate postume.
Composta nel 1880, la Sinfonia è dedicata a Hans Richter, a quel tempo direttore dell’Orchestra Filarmonica di Vienna; per svariati motivi la Flarmonica di Vienna non eseguirà questo pezzo fino al 1942. La sinfonia numero 6 viene eseguita per la prima volta il 25 marzo 1881 a Praga dall’Orchestra Filarmonica Ceca diretta dal maestro Adolf Čech; tre anni più tardi viene presentata alla Royal Philharmonic Society di Londra sotto la direzione dello stesso Dvořák.
L’opera si distingue per le sue ricche melodie liriche, per i ritmi vivaci e per le multiformi sonorità orchestrali; sono spesso evidenti i richiami ai suoni e alla cultura boema, ben stilizzata nel terzo movimento, uno Scherzo basato sul “Furiant”, danza tradizionale di carattere popolaresco ed energico che alterna tre battute in 2/4 e due battute in 3/4. I riferimenti alla terra natia sono comunque inseriti in una forma che riprende lo stile classico-romantico del modello brahmsiano, e la seconda sinfonia di Brahms, di tre anni più vecchia, è sicuramente una fonte d’ispirazione visto che entrambe sono in tonalità di re maggiore, entrambe utilizzano schemi armonici simili, entrambe condividono le denominazioni dei movimenti, escluso il terzo.

I movimento: Allegro non tanto
La sinfonia si apre con accordi ripetuti che danno origine al tema principale, gioioso e ricco di sonorità. I violoncelli introducono un secondo motivo più lirico e cantabile. I due temi si alternano e si fondono tra loro in un fluire prepotente, poi ritorna l’atmosfera pastorale dell’apertura.

II movimento: Adagio
Suggestivo notturno orchestrale che secondo il biografo di Antonin Dvořák, Otakar Sourek, svela l’incanto di una notte d’estate. Dopo la breve introduzione dei fiati la melodia passa ai primi violini; il materiale tematico si sviluppa in forma di rondò, secondo lo schema A-B-A-C-A-B-A, utilizzando lo stesso soggetto melodico, variato e frammentato in diverse combinazioni strumentali. Nel finale, un episodio quasi drammatico è sottolineato da morbide percussioni.

III movimento: Scherzo (Furiant), Presto
Impostato sul Furiant, lo Scherzo colpisce l’ascoltatore con i suoi vorticosi ritmi di danza, inesauribili sotto lo slancio focoso dell’orchestra. Un momento di pausa giunge col romantico Trio centrale, poi il movimento si conclude festosamente con la stessa energia iniziale.

IV movimento: Finale, Allegro con spirito
Movimento gioioso e affermativo. L’ampio tema esposto dai violini viene ripreso da tutta l’orchestra e proclamato pomposamente come tema principale. Clarinetto e viole rimbalzano una melodia cantabile che più avanti si trasforma in fugato vivace; l’impetuosa coda finale, grandiosamente sostenuta dagli ottoni, chiude degnamente la sinfonia.

Deutsches Symphonie Orchester Berlin, dir. Sian Edwards
Mvt I: Allegro non tanto (00:34)
Mvt II: Adagio (12:46)
Mvt III: Scherzo (Furiant), Presto (23:30, trio 26:45)
Mvt IV: Finale, Allegro con spirito (31:34)

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