Valentino Fioravanti

Valentino Fioravanti (1764 – 1837)

Compositore molto famoso nella prima metà dell’Ottocento, in particolare per le sue opere buffe, Valentino Fioravanti oggi è ricordato soprattutto per “Le cantatrici villane”, opera senza intrecci amorosi ma ricca di arguti riferimenti satirici al mondo teatrale del tempo.

Nato a Roma e destinato dal padre agli studi umanistici, Valentino Fioravanti riceve una prima formazione musicale da Gregorio Toscanelli e da Giuseppe Jannacconi, rispettivamente cantante e maestro di contrappunto della Cappella Giulia, formazione che completa a Napoli studiando con Nicola Sala, Fedele Fenaroli, Giacomo Insanguine e Giacomo Tritto.
Valentino Fioravanti ritorna a Roma nel 1781; assume la direzione di aluni teatri e si dedica alla composizione. Il suo primo lavoro, “Le avventure di Benoldino”, intermezzo a 5 voci presentato al teatro Ornani di Roma durante il carnevale del 1784, ottiene un buon successo. L’estro, l’inventiva e l’immediatezza d’espressione che caratterizzano “I viaggiatori ridicoli”, dato a Roma al Teatro della Pace nel 1785, e “Gl’inganni fortunati”, portato in scena a Napoli nel gennaio del 1788, sono alla base della sua definitiva affermazione nei teatri italiani. “Le cantatrici villane”, del 1799, è la sua opera di maggior successo; nel 1802, alla Scala di Milano, trionfa “La capricciosa pentita”.
Sulla scia di questi successi Fioravanti viene chiamato a Lisbona per dirigere il teatro nazionale San Carlo; nel 1807 si trasferisce a Parigi dove presenta la nuova opera “I virtuosi ambulanti”. Trascorre circa due lustri tra Parigi, Milano e Napoli poi, nell’estate del 1816, ritorna a Roma e succede a Nicola Zingarelli nella direzione del Coro della Cappella Sistina. Dal 1824 cessa l’attività operistica per dedicarsi esclusivamente alla composizione di musica sacra.
Illustre esponente della Scuola Napoletana, Valentino Fioravanti lascia più di 80 lavori per il teatro, tra cui un buon numero di opere serie, alcune legate alla tradizione teatrale francese. La sua musica, flessibile, equilibrata e di grande effetto, è apprezzata da molti suoi contemporanei; suoi brani sono stati riutilizzati nelle opere “La fedeltà tra le selve” di Francesco Bianchi e “L’inganno felice” di Giovanni Paisiello.
A differenza dei lavori teatrali, la sua musica sacra non desta particolare interesse; queste composizioni sono infatti modeste, banali e prive di originalità.

“Sono amabil” (da I Virtuosi Ambulanti)
Elinor Amlen, soprano
Mayne Miller, pianoforte

Le cantatrici villane, estratto

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