Ciajkovskij: Romeo e Giulietta, Ouverture-fantasia

Ciajkovskij: Romeo e Giulietta, Ouverture-fantasia in si min. (III versione, 1880)

Ritenuta uno dei primi capolavori di Pyotr Ilyich Ciajkovskij, l’Ouverture-fantasia Romeo e Giulietta nasce nel 1869 sulla proposta di Milij Balakirev di realizzare una composizione che prendesse spunto dalla tragedia di Shakespeare. Seguendo le direttive e soprattutto le critiche di Balakirev, Ciajkovskij scrive una seconda versione nel 1870 modificando l’introduzione, parte dello sviluppo e la conclusione; poi, nel 1880, riscrive nuovamente il finale. Questa terza e ultima versione è quella oggi generalmente eseguita.
Il brano, strutturato in forma-sonata, con un’introduzione “Andante non tanto quasi Moderato” e un epilogo “Moderato assai”, è la rappresentazione in musica di tre elementi chiave della vicenda shakespeariana: la figura di Frate Lorenzo, il cui tema, suggerito da Balakirev, è caratterizzato da toni desolati e severi; il primo incontro dei due amanti, con il famoso “tema d’amore” spesso usato in cinematografia per accompagnare nelle scene sentimentali il “coup de foudre”; l’estrema rivalità tra la famiglia dei Capuleti e dei Montecchi.
L’introduzione, “Andante non tanto quasi Moderato”, è un cupo corale proposto da clarinetti e fagotti, poi ripreso dagli archi e dall’arpa; è il tema di Frate Lorenzo, il confessore di Romeo che cerca di aiutare i due amanti. Il motivo del corale viene ripetuto dai legni, con esclusione dei fagotti, sull’accompagnamento degli archi in pizzicato. L’atmosfera si fa sempre più tesa e angosciante con l’ingresso degli archi gravi e l’intervento dei timpani.
L’esposizione, in tempo “Allegro giusto”, mette subito in risalto l’antagonismo tra Capuleti e Montecchi; i ritmi sono martellanti, il fraseggio è discontinuo. I colpi dei piatti ricordano l’incrociarsi delle spade. Un breve episodio contrappuntistico dà inizio a un crescendo in cui tutta l’orchestra ripropone questo primo motivo, poi, improvvisamente, in pianissimo, si passa al secondo gruppo tematico che rappresenta l’amore impetuoso e tragico dei due giovani. Il tema principale, fortemente melodico, affascinante, è affidato al corno inglese all’unisono con le viole con sordina, il secondo tema, ad andamento cullante, è suonato dagli archi. I due temi vengono ripresi e amplificati insieme; arpa e fagotto, col sostegno dagli archi, chiudono l’esposizione.
Lo sviluppo inizia con gli archi che ripropongono elementi del primo gruppo tematico e i corni che eseguono il tema del corale introduttivo, accompagnati poi dalle trombe. Si prosegue in crescendo alternando le due tematiche.
La ripresa è segnata da un violento episodio in fortissimo seguito da un breve diminuendo; nuovamente in piena orchestra ritorna il primo gruppo tematico mentre ai legni è affidata l’esecuzione della seconda idea del secondo gruppo. L’intervento dei violoncelli crea un nuovo inciso dove il ritmo pulsante del primo tema si fa sempre più ossessivo: l’odio delle famiglie prevale sull’amore dei due giovani.
La coda conclusiva, “Moderato assai”, propone il tema dell’amore trasfigurato. La marcia funebre, scandita dai timpani con il pizzicato dei contrabbassi e il pedale della tuba, ricorda i corpi inanimati di Romeo e Giulietta; i fiati eseguono il corale di Frate Lorenzo. Gli accordi dell’arpa affidano agli archi lo struggente tema d’amore, poi, introdotto da un sonoro rullo di timpani, si riaffaccia l’inciso ritmico del primo tema che sugella l’affermazione di uno spietato, inesorabile destino.

London Symphony Orchestra, Valery Gergiev

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