Kaspar Förster, il giovane

Kaspar Förster, il giovane (1616? – 1672)

Kaspar Förster, detto il giovane per distinguerlo dall’omonimo genitore, è un musicista oggi quasi dimenticato nonostante il suo importante contributo all’introduzione della musica italiana nel Nord Europa. Nelle sue composizioni unisce versatili armonie, fatte proprie durante i numerosi, prolungati soggiorni nella nostra penisola, ai rigidi dettami del contrappunto tedesco; i suoi oratori, tra cui “Vanitas Vanitatum”, “Viri lsraelite audite”, sono indicativi dello stretto rapporto con Giacomo Carissimi e rivestono grande importanza per il successivo sviluppo della Cantata Protestante.
Kaspar Förster, battezzato nel 1616, nasce a Oliwa nei pressi di Danzica dove suo padre è maestro di cappella presso l’antica Basilica di Santa Maria, chiesa riservata al culto luterano dopo la Riforma; il genitore provvede alla sua formazione musicale e lo inserisce nel coro dei ragazzi della Marienkirche. Prosegue gli studi a Varsavia con Marco Scacchi, poi, probabilmente da lui consigliato, tra il 1632 e il 1636, studia e lavora al Collegio Germanico di Roma sotto la guida di Giacomo Carissimi. Tornato a Danzica, Kaspar Förster è attivo come cantante e direttore di coro alla Marienkirche; nel 1638 si trasferisce a Varsavia dove assume l’incarico di direttore della Cappella di Corte. Dopo il 1641 la vita di Kaspar Förster è in continuo movimento. Dal 1652 al 1655 lavora a Copenaghen per il re di Danimarca Federico III; lo troviamo poi a Venezia dove combatte contro i saraceni meritandosi il titolo di Cavaliere dell’Ordine di San Marco. Nel 1660 è di nuovo a Roma, ma nel 1661 riprende le sue mansioni di maestro di cappella alla corte danese dove rimane per quasi dieci anni. Trascorre un breve periodo ad Amburgo prima di ritirarsi definitivamente nella sua città natale.
L’opera di Kaspar Förster comprende una raccolta di 6 trio-sonate, alcuni oratori, poche cantate profane e una quarantina di cantate sacre. Il suo stile subisce l’influsso dei suoi continui spostamenti; in esso realizza una sintesi di particolare pregio fra le tendenze musicali proprie del Nord Europa e quelle specifiche dell’Italia, e questa è senza dubbio la caratteristica che lo differenzia dagli altri compositori polacchi del tempo, come Mielczewski e Zielenski, più aderenti al linguaggio musicale dei veneziani Andrea e Giovanni Gabrieli.

Sonata a 7 per 2 cornetti e fagotto, 2 violini, viola, violone
Musica Fiata Köln, Roland Wilson

“Domine Dominus noster”, mottetto a 10 voci
La Capella Ducale, Musica Fiata Köln, Roland Wilson

“Vanitas vanitatum”
La Capella Ducale, Musica Fiata Köln, Roland Wilson

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