Brahms – Sonata n. 2 per violoncello e pianoforte, op. 99

Johannes Brahms – Sonata n. 2 in fa magg. per violoncello e pianoforte, op. 99

La sonata in fa maggiore opera 99 per violoncello e pianoforte, seconda e ultima che Brahms scrive per questo organico, è una delle pagine più valide del compositore amburghese; la sua prima esecuzione, con lo stesso Brahms al pianoforte e il violoncellista suo amico Robert Hausmann, dedicatario dell’opera, ha luogo il 24 novembre 1886 nella Sala Grande del Musikverein di Vienna.
Articolata in quattro movimenti, ora ispirati, ora gioiosi e dinamici, la sonata numero 2 risulta molto più elaborata e corposa rispetto a quella del 1865 (n. 1 op. 38); l’intensa scrittura pianistica di Brahms, che tende a preferire il registro medio-grave, è perfettamente integrata con le sonorità naturali del violoncello.

I movimento – Allegro vivace
Impetuoso e audace nel suo flusso tematico tra pianoforte e violoncello, il primo movimento mette in evidenza la completa integrazione dei due strumenti. Il tema ascendente del violoncello, efficace e drammatico, viene contrastato dai tremoli e dagli arpeggi del pianoforte che propone un secondo motivo dai toni eroici; si affaccia un terzo tema, una delicata frase melodica. La coda conclusiva ripropone pacatamente elementi del primo e del secondo tema, poi il movimento si chiude con energia.

II movimento – Adagio affettuoso
Pagina di forte intensità espressiva, avviata sui pizzicati del violoncello; alla melodia principale, austera e malinconica, si contrappone un ampio, agitato episodio centrale. Il contrasto fra i due temi prosegue anche nella coda finale.

III movimento – Allegro passionato e Trio
Il terzo movimento si snoda in un continuo susseguirsi di terzine; perentorio ed energico è il tema sostenuto dal pianoforte, amabile ed espressiva è la melodia affidata al violoncello.

IV movimento – Allegro molto
Il movimento finale, esuberante, snello e gioioso, è in forte contrasto con lo stile grandioso dei precedenti. È strutturato in forma di rondò, schema ABACABA; il tema principale ricorda un motivo popolare, forse la vecchia canzone goliardica intitolata “Ich hab mich ergeben” secondo qualche biografo di Brahms.

Giuseppe Carabellese, violoncello
Vito Reibaldi, pianoforte

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