Beethoven: Sonata per pianoforte n. 26 Op. 81a, “Les Adieux”

Beethoven: Sonata per pianoforte n. 26 in mi bem. magg. Op. 81a, “Les Adieux”

La sonata per pianoforte numero 26 in mi bemolle maggiore Opus 81a – esiste un sestetto per corni e quartetto d’archi anch’esso pubblicato inavvertitamente col numero d’opera 81, poi divenuto 81b – è la più personale delle composizioni per pianoforte di Beethoven; nel manoscritto sono annotate infatti alcune indicazioni che dovevano apparire nella partitura a stampa.
Composta durante l’occupazione di Vienna da parte delle truppe di Napoleone, la sonata viene pubblicata a Lipsia nel 1811 da Breitkopf & Härtel con dedica all’arciduca Rodolfo d’Austria, allievo e protettore di Beethoven.
Il brano ha come preciso riferimento la partenza da Vienna della Corte, la sua assenza e il suo ritorno nel mese di gennaio 1810, come Beethoven specifica al suo editore in una missiva del 4 febbraio 1810 nella quale indica i titoli da apporsi sopra ciascuno dei movimenti: Das Lebewohl (l’addio alla partenza), Die Abwesenheit (l’assenza), Das Wiedersehen (il ritorno), con esplicito riferimento “al venerato Arciduca Rodolfo”. L’editore, forse per ragioni di opportunità politica, oltre ad eliminare il riferimento al mecenate, traduce i titoli in francese, suscitando così le ire di Beethoven, per il quale Lebewohl “si dice che ad una persona e col cuore” mentre Les adieux “si rivolge a un’assemblea, a delle città intere”.
Comunque, superando l’esplicito, personale riferimento, la sonata Op. 81a esprime, nei tre movimenti in cui è articolata, i tre sentimenti universali da noi tutti sperimentati allorché una persona amata ci lascia e quando poi ritorna.
Il brano segue i principi tradizionali della sonata classica con i movimenti esterni organizzati in esposizione, sviluppo e ricapitolazione.
I movimento: Das Lebewohl – Les adieux (Adagio, Allegro)
Il primo movimento è molto convincente nel delineare l’idea di partenza. L’introduzione è un pensoso Adagio le cui prime tre note iniziali vengono poi riprese e sviluppate nell’Allegro. Si passa da elementi malinconici a motivi energici, in essi potremmo anche intuire lo scalpitare dei cavalli pronti a partire.
II movimento: Die Abwesenheit – L’assenza (Andante espressivo)
Tristezza e solitudine pervadono il secondo movimento; si basa su due temi contrapposti: uno breve e intenso, l’altro cantabile e delicato, entrambi derivati dal primo movimento.
III movimento: Das Wiedersehn – Le retour (Vivacissimamente)
Con una breve e agitata transizione, senza soluzione di continuità, dal secondo movimento si passa all’energico ed esuberante finale, gioiosa espressione per il ritorno della persona cara.

Yeol Eum Son, pianoforte

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