Haydn – L’infedeltà delusa

F.J. Haydn: “L’infedeltà delusa”, burletta per musica in due atti Hob. XXVIII:5

L’opera buffa “L’infedeltà delusa”, composta da Haydn per l’onomastico della principessa Maria Anna Lunati Visconti, vedova del principe Paul Anton Esterházy, va in scena per la prima volta al Palazzo Esterháza il 26 luglio 1773. Dopo le repliche del 1° settembre di quell’anno, visita dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, e del 1° luglio 1774, l’opera viene totalmente dimenticata;  sarà riscoperta in Ungheria e in Olanda nella seconda metà del secolo appena trascorso.
Ambientata nelle campagne toscane, la vicenda pone in risalto i valori schietti della società contadina contro la falsità e l’artificio della pompa e del lusso; l’infedeltà, nata dal desiderio di ricchezza, resta delusa e schernita da chi fa prevalere l’autenticità dei sentimenti e dell’amore. Con una musica allegra, vivace, e, all’occorrenza,  patetica, impetuosa e, talora, travolgente, Haydn tratteggia con abilità lo spirito, gli umori e le astuzie dei personaggi. Il libretto italiano, di Marco Coltellini, il cui nome non appare nelle due edizioni relative alle esecuzioni di luglio e settembre 1773, probabilmente è stato ripreso, e forse ritoccato, dal tenore Carl Friberth, il primo interprete di Filippo, padre di Sandrina.

Personaggi:
Vespina, sorella di Nanni, innamorata di Nencio (soprano)
Nanni, contadino, innamorato di Sandrina (basso)
Sandrina, ragazza semplice, innamorata di Nanni (soprano)
Filippo, vecchio contadino, padre di Sandrina (tenore)
Nencio, agiato fattore (tenore)

Filippo, padre di Sandrina, vuole costringere sua figlia a lasciare il fidanzato Nanni, contadino povero, per sposare invece il ricco Nencio, il quale è amato da Vespina. Questa, aiutata dal fratello Nanni, con una serie d’espedienti riesce a sventare il progettato matrimonio fra Nencio e Sandrina, a riunire Nanni e Sandrina, e a riportare a se stessa l’infedele Nencio.

Atto primo
Filippo, Nanni, Vespina, e Nencio stanno ammirando la bellezza di una serata estiva; Filippo conclude un accordo con Nencio. Giunge Sandrina e il padre le comunica di averle trovato un marito; alle sue rimostranze, Filippo insiste respingendo l’ipotesi che sua figlia possa sposare un uomo povero. Quando arriva Nanni, Sandrina è triste perché deve scegliere tra l’amore per lui e il rispetto per il padre. Nanni promette di vendicarsi nei confronti di Filippo e dell’uomo scelto per essere il marito di Sandrina.
Fratello e sorella sono in casa e Vespina rivela a Nanni di essere innamorata di Nencio e di essere preoccupata per il suo comportamento ambiguo; quando Nanni le dice che Nencio vuole sposare Sandrina, entrambi promettono di vendicarsi.
Nencio, davanti alla casa di Filippo,  canta una serenata a Sandrina e conferma che vuole sposarla a qualunque costo. Vespina e Nanni lo bloccano furiosi; Sandrina lamenta la sua triste situazione.

Atto secondo
Mentre Filippo e Sandrina escono di casa, Vespina, travestita da vecchia, li informa che Nencio è segretamente sposato; Filippo, adirato per la presunta doppiezza di questi, lo insulta, ripudiandolo come futuro genero. Nencio, ignaro, resta sconcertato da tale comportamento.
Vespina, ora travestita da servitore tedesco, si avvicina a Nencio e gli riferisce che il suo padrone sposerà Sandrina; poi, nelle vesti del marchese di Ripafratta, Vespina gli confida che era un trucco per far sposare Sandrina con uno dei suoi sguatteri. Nencio si compiace dell’umiliazione inflitta a Filippo e si offre come testimone.
Filippo è deliziato dalla prospettiva di maritare la figlia con un marchese, mentre Sandrina continua a replicare che vuole l’amore, non il lusso. Adesso Vespina è al suo quarto travestimento; si finge un notaio e, accompagnata da Nanni nei panni di un servo e da Nencio come testimone, scrive il contratto di matrimonio. Filippo crede che lo sposo sia il marchese, Nencio pensa che sia il servo, ma quando cadono i travestimenti l’infedeltà di Nencio resta delusa, ovvero smascherata e punita, e finalmente si possono celebrare le doppie nozze tra Nanni e Sandrina, e tra Nencio e Vespina.

“L’infedeltà delusa” si avvia con un’ampia Ouverture in due movimenti: un concitato Allegro e un cantabile Poco Adagio. Le dolci linee melodiche dell’introduttivo brano d’insieme “Bella sera” accennano all’ameno paesaggio agreste al tramonto. I finali del I e del II atto sono anch’essi brani d’insieme. “Son disperato” (primo atto: Vespina e Nanni giurano vendetta) è l’unico duetto; poi sono tutte arie che caratterizzano i diversi personaggi oppure identificano un determinato momento della vicenda. L’aria di Sandrina “Che imbroglio è questo”, è sostenuta da una robusta tessitura orchestrale che evidenzia l’intricata situazione. “Come piglia sì bene la mira” fa riferimento all’insidioso operato di Cupido; è l’aria con la quale Vespina esprime il suo dolce amore per Nencio. Nel secondo atto le arie più significative sono sempre quelle di Vespina. “Ho un tumore in un ginocchio”, la canta travestita da vecchia malandata; “Trinche vaine allegramente” è cantata in tedesco maccheronico indossando abiti germanici; “Ho tesa la rete”, aria di straordinaria leggerezza, è ricca di effetti onomatopeici.
Tra il clangore di trombe e timpani l’opera si conclude inneggiando al doppio matrimonio .

Ina Kringelborn, Sandrina
Claire Debono, Vespina
Yves Saelen, Filippo
Andreas Wolf, Nanni
James Elliot, Nencio
Orchestra Le Cercle de l’Harmonie, dir. Jérémie Rhorer
(Festival de Aix-en-Provence, 2008)
Atto I

Atto II

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