Sergej Prokofiev – Suite Scita

Sergej Prokofiev – Suite Scita, Op. 20

Nel 1914, all’età di 23 anni, Sergej Prokofiev termina con i più alti voti gli studi al Conservatorio di San Pietroburgo e vince il premio Anton Rubinstein come miglior studente di pianoforte. Recatosi in viaggio a Londra, incontra Sergej Diaghilev,  l’impresario della famosa “Compagnia dei Balletti Russi”, che gli offre l’incarico di scrivere la musica per il balletto “Ala e Lolli” ispirato alla mitologia dell’antico popolo nomade degli Sciti, adoratori di Veles, il dio sole, e Ala, sua figlia, divinità dei boschi. Il balletto avrebbe rappresentato il tentato rapimento di Ala da parte del dio infernale Cuzbog, sventato dal gigante Lolli con l’intervento definitivo di Veles che, con la sua luce, fulmina il maligno.
A maggio del 1915 la partitura è pronta ma a Diaghilev la musica non piace; la rifiuta ritenendola difficile da eseguire e inadatta al balletto che, infatti, non andrà mai in scena. Tuttavia, dopo qualche mese,  Prokofiev rielabora la partitura e ne trae una suite orchestrale che, nei quattro tempi in cui si articola,  offre una rappresentazione sonora della vicenda. La Suite Scita viene eseguita per la prima volta il 29 gennaio 1916 dall’orchestra del Teatro Mariinsky diretta dallo stesso compositore. I ritmi impetuosi, a volte violenti, inizialmente lasciano perplessi pubblico e mondo accademico, poi la suite riesce a convincere e pian piano viene acquisita nel repertorio sinfonico delle principali istituzioni concertistiche.
Il primo tempo, “Allegro feroce, un poco più lento”, descrive una cerimonia in cui gli Sciti invocano Veles dio del sole e offrono sacrifici all’idolo di Ala. L’introduzione tumultuosa è seguita da un inno affidato agli ottoni e ai legni con l’accompagnamento degli archi e delle percussioni. Appare una dolce melodia d’intonazione esotica con i corni in sordina; le viole poi riprendono l’inno iniziale che volge alla conclusione a ritmo ben marcato.
Il secondo tempo, “Allegro sostenuto”, raffigura la danza infernale di Cuzbog, il dio nemico, e dei sette spiriti malvagi. La musica è fragorosa e ossessiva, sostenuta dall’apporto massiccio dei numerosi corni.
Il terzo tempo, “Andantino”, è dedicato al tentativo di Cuzbog di rapire la dea Ala. L’atmosfera iniziale di assorta contemplazione della notte assume poi sonorità spettrali e malefiche.
L’ultimo tempo, “Tempestoso, un poco sostenuto, allegro, andante sostenuto”, simboleggia l’intervento dell’eroe Lolli e del dio Veles che, facendo sorgere il sole, dissolve le entità diaboliche e mette in salvo la figlia Ala. Pagina di straordinaria dinamica sonora, inizia con un movimento agitato e si snoda in una marcia impetuosa; i continui interventi della tromba creano l’immagine del baluginare del sole.

Chicago Symphony Orchestra, Claudio Abbado
00:00 1. Adorazione di Veles e di Ala – Allegro feroce, un poco più lento
05:38 2. Il dio nemico e la danza degli spiriti delle tenebre – Allegro sostenuto
08:49 3. La notte – Andantino
15:05 4. Partenza gloriosa di Lolli e corteo del sole – Tempestoso, un poco sostenuto, allegro, andante sostenuto

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