Fedele Fenaroli

Fedele Fenaroli (1730 – 1818)

Compositore e insegnante nato a Lanciano, Fedele Fenaroli offre un notevole contributo all’affermazione della Scuola Napoletana; la sua fama è legata soprattutto alle sue opere didattiche, e in particolar modo ai sei volumi dei “Partimenti, ossia Basso numerato”, un compendio degli insegnamenti musicali impartiti nei Conservatori napoletani dell’epoca rimasto per lungo tempo alla base della didattica musicale. La sua attività di compositore è dedicata in prevalenza alla musica liturgica per il rituale dell’Avvento e della Settimana Santa.
Fedele Fenaroli riceve una prima formazione musicale da suo padre, maestro di cappella presso la Chiesa di Santa Maria del Ponte a Lanciano; all’età di 14 anni, dopo la prematura scomparsa del padre, si trasferisce a Napoli, affidato allo zio Nicolantonio Perrini che provvede a farlo ammettere al Conservatorio di Santa Maria di Loreto dove studia con  Francesco Durante e Pietro Antonio Gallo. Terminata la sua formazione nel 1752, Fedele Fenaroli rimane presso la scuola per dedicarsi all’insegnamento. Nel 1762 diventa vice maestro di cappella dell’Istituto,  nel 1777 viene nominato titolare.
In questo periodo scrive due opere per il teatro e nel 1768 una cantata a tre voci e orchestra per il compleanno del Re di Napoli Ferdinando IV, ma tutta la sua attività è rivolta alla composizione di musica sacra e all’insegnamento; tra i suoi allievi più illustri si ricordano Nicola Antonio Zingarelli, Domenico Cimarosa e Giuseppe Saverio Mercadante.
Tra il 1807 e il 1813 condivide con Giovanni Paisiello e Giacomo Tritto la direzione del Collegio della Pietà dei Turchini.
Delle opere didattiche di Fenaroli, oltre ai sei volumi dei “Partimenti”, opera di rilevante importanza e innovazione completata intorno al 1800, fanno parte “Regole musicali per i principianti di cembalo nel sonar coi numeri e per i principianti di contrappunto”, “Studio del contrappunto”, e “Solfeggi per soprano”,  rimasto in manoscritto.
“I due sediari” e “La disfatta degli Amaleciti”, due opere per il teatro, sono andate perdute; in ambito strumentale Fedele Fenaroli lascia alcune sonate per clavicembalo.
Più ricca è la sua produzione di musica sacra che comprende uno Stabat Mater, quattro oratori, sette Messe, inni, responsori e mottetti. Lo Stabat Mater, composto nel 1755 per sopranista, controtenore, archi e continuo, è influenzato dal lavoro di Pergolesi; si articola in undici parti, con l’Amen finale trattato come una fuga.

Sonata in fa magg.
(Allegro – Andantino – Allegro)
Ernestina Caralla, clavicembalo

Pastorale
(Allegretto, Largo assai, Allegretto)
Silva Manfrè, organo

Stabat Mater in sol min. a 2 voci, archi e continuo
Alessandro Casari, sopranista
Mircea Mihalache, alto
I solisti dell’Accademia Musicale Napoletana
Maurizio Ciampi direttore & organo

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