Brahms – Quartetto per archi n. 1 Op. 51

Johannes Brahms – Quartetto per archi in do min. n. 1 Op. 51

Nell’arco della sua attività compositiva Brahms scrive almeno una ventina di quartetti per archi, tuttavia, come testimoniano le numerose e minuziose “limature”, soltanto tre superano la sua costante e approfondita autocritica e sono “degni” di essere pubblicati: i quartetti n. 1 e n. 2 Opera 51 e il quartetto Opera 67 del 1875. Dopo di questo,  Brahms non scrive più per quartetto d’archi;  tra l’altro aveva già distrutto, bruciandoli, gli altri quartetti composti in precedenza.
La genesi dell’Opera 51 abbraccia più di un decennio; è lunga, laboriosa, soggetta a sperimentazioni e ripensamenti, e ha Beethoven come principale figura di riferimento. Già qualche idea appare nel 1859, quando Brahms ne fa cenno in alcune missive indirizzate al violinista Joseph Joachim e all’amica Clara Schumann; di un quartetto d’archi in do minore di Brahms scrive Clara Schumann nel suo diario a luglio del 1866. Nel 1868 i due quartetti dell’Opera 51 sono ancora in forma provvisoria, seppure eseguiti in privato; due anni dopo giungono finalmente alla forma definitiva e sono presentati in un concerto privato. Il Quartetto n. 1 in do minore viene eseguito in pubblico il giorno 11 dicembre 1873 a Vienna, Großer Musikvereinsaal, dal Quartetto Hellmesberger; quello stesso anno l’Opera 51 viene pubblicata a Berlino dall’editore Simrock.

Il Quartetto n. 1 in do minore ha carattere energico, a volte concitato; i vari temi sono tra loro coerenti, consequenziali e non oppositivi.
Il primo movimento, “Allegro”, è di grande tensione drammatica; si alternano due temi, uno ascensionale e in crescendo, l’altro più disteso, cantabile. La “Romanza: Poco adagio” è un momento d’intimità dai toni contemplativi; sulla melodia iniziale si sovrappongono le terzine della seconda idea tematica. Il terzo movimento, “Allegro molto moderato e comodo”, assume toni malinconici e meditativi sottolineati dal persistere delle linee discendenti; breve episodio centrale a ritmo di valzer viennese. Il movimento finale, “Allegro”, si caratterizza per l’intensa e frenetica polifonia; la ripresa di frammenti tematici del primo e del secondo movimento dà carattere di unitarietà all’intera composizione.

Navarra String Quartet:
Magnus Johnston, violino
Marije Johnston, violino
Simone van der Giessen, viola
Brian O’Kane, violoncello

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One thought on “Brahms – Quartetto per archi n. 1 Op. 51

  1. mezz’ora di pura beatitudine. Sarà che io vado pazza per i quartetti per archi…
    Adesso me lo lascio in sottofondo e leggo un po’…

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