Ravel: Sonata n. 2 per violino e pianoforte

Maurice Ravel: Sonata n. 2 in sol magg. Op. 77 per violino e pianoforte

Scritta negli anni tra il 1923 e il 1927, lungo un travagliato iter costellato da abbandoni e ripensamenti, la Sonata n. 2 per violino e pianoforte è l’ultima composizione di Maurice Ravel in ambito cameristico. Questo brano, ricco di momenti virtuosistici e incursioni jazzistiche, si caratterizza per la decisa indipendenza delle parti strumentali; il violino e il pianoforte sembrano suonare ognuno per conto proprio o addirittura l’uno contro l’altro. Lo stesso Ravel, sostenendo che il pianoforte e il violino sono strumenti tra loro fondamentalmente incompatibili, spiega di aver voluto mettere in risalto proprio questa caratteristica piuttosto che equilibrarne i contrasti (Autobiografia del 1928).
La sonata, dedicata alla violinista Hélène Jourdan-Morhange, amica di Ravel e sua interprete preferita, da lei non può essere eseguita perché costretta da una grave forma di artrite ad abbandonare l’attività concertistica; Ravel decide di affidare la parte del violino a George Enescu. A tal proposito Yehudi Menuhin, allora allievo del musicista romeno, ricorda che in uno dei primi giorni di maggio di quell’anno, durante una lezione di violino al Conservatorio, Ravel giunto improvvisamente con la partitura della sonata appena terminata, la propone a Enescu che, dopo averla eseguita, chiude lo spartito e la suona nuovamente a memoria. La sonata fa la sua apparizione in pubblico il 30 maggio 1927, in un concerto alla Salle Erard di Parigi.

L’articolazione formale in tre movimenti farebbe ricondurre la Sonata alla tradizione centroeuropea ma l’usuale cliché risulta superato, Ravel apre a figure insolite ispirate alla musica d’America e intitola Blues il movimento centrale.
I movimento – Allegretto
Movimento ampio e scorrevole dove i due strumenti propongono, contrapponendosi, entità sonore e timbriche ben distinte.
Il brano inizia con un’idea tematica a carattere pastorale introdotta dal pianoforte e un motivo staccato a note ripetute eseguito dal violino. Appare un nuovo tema cantabile, poi un’agile fugato a tre voci chiude in dissolvenza il movimento.
II movimento – Blues (Moderato)
In efficace contrasto col precedente, questo movimento è ispirato ai ritmi americani, così di moda nell’Europa degli anni Venti; brevissimi accenni al St. Louis Blues di William Christopher Handy.
Il violino, sugli accordi del pianoforte, propone una prima, malinconica, melodia alla quale fa seguito immediatamente una variante. Si alterna una nuova sezione con ritmi sincopati e puntati, affiora un’altra idea tematica sostenuta dal pianoforte. Un breve passaggio in canone tra i due strumenti, quindi una serie di glissandi avvia la chiusura del movimento.
III movimento – Perpetuum mobile (Allegro)
È il movimento di durata più breve di tutta la composizione. Il moto perpetuo è affidato al violino mentre il pianoforte propone i temi precedenti, estratti e rielaborati. Una brillante sequenza di arpeggi segna la conclusione della sonata.

Anastasiya Petryshak, violino – Chiara Cattani, pianoforte

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2 pensieri riguardo “Ravel: Sonata n. 2 per violino e pianoforte

  1. straordinaria!
    Sto acoltando… con il brano aperto su YouTube..

    Se penso che Ravel è conosciuto quasi esclusivamente (dai profani…) per il suo Bolero…

    Io lo adoro!
    Che ricchezza… che sensibilità!
    Sarà che la musica di quel periodo… Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!
    Grazie!

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