Ciajkovskij – Suite “Mozartiana”

Ciajkovskij – Suite n. 4 in sol magg. “Mozartiana”

La suite per orchestra “Mozartiana” è un magnifico omaggio a Mozart nel centenario della prima esecuzione del Don Giovanni; Ciajkovskij ama Mozart sopra tutti i compositori e Don Giovanni è “la più bella opera mai scritta”.
La prima esecuzione è del 26 novembre 1887 a Mosca presso la Società Musicale Russa; viene replicata a San Pietroburgo il 24 dicembre successivo, sempre sotto la direzione dello stesso compositore.
Nel 1884 Ciajkovskij, con l’intenzione di celebrare Mozart, inizia a pensare ad una suite tratta da sue opere, tuttavia, per motivi diversi, riesce a concretizzare questa idea soltanto nell’ottobre del 1886, quando può visionare il manoscritto del Don Giovanni presso la dimora parigina del soprano Pauline Viardot-Garcia, da lei acquistato; è questo l’impulso determinante che lo induce a scrivere la suite Mozartiana, poi completata nell’estate del 1887 durante un soggiorno a Tbilisi.
Ciajkovskij, lungi dal voler apparire insolente riproponendo capolavori in un linguaggio contemporaneo, non osa prendere in prestito temi dall’opera preferita, elabora invece temi minori al fine di attirare l’attenzione su “gemme trascurate”, come dichiara in una nota, scritta in russo, tedesco e francese, allegata alla partitura.
La suite si articola in quattro movimenti, altrettante orchestrazioni di brani per pianoforte di Mozart. L’organico orchestrale prevede: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, timpani, piatti, glockenspiel, arpa, archi.
I pezzi di Mozart, già in origine semplici e graziosi, sono trasformati in immagini sonore affascinanti; nel lungo movimento finale, poi, Ciajkovskij utilizza in vari modi la tavolozza orchestrale per dare nuovo e ricco “colore” alle dieci variazioni.
Allegro: dalla Giga in sol maggiore K.574
Moderato: dal Minuetto in re maggiore K.355
Preghiera, Andante non tanto: dal mottetto “Ave verum corpus” K.618 nella trascrizione per pianoforte di Franz Liszt
Tema con variazioni, Allegro giusto: dalle Variazioni su “Unser dummer Pöbel meint” K.455 (dall’opera di Gluck “La Rencontre imprévue, o Les Pèlerins de la Mecque”)

HR-Sinfonieorchester Frankfurt, dir. Neville Marriner

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