Schumann – Märchenbilder Op. 113

Robert Schumann – Märchenbilder Op. 113

I Märchenbilder (Immagini fiabesche) sono quattro pezzi per viola e pianoforte scritti da Robert Schumann a Düsseldorf nei primi giorni di marzo 1851, e dedicati al violinista e direttore d’orchestra tedesco Wilhelm Joseph von Wasielewski. La prima esecuzione ha luogo il 12 novembre 1853 durante una serata musicale organizzata da Clara Wieck nei locali dell’hotel “Zum goldenen Stern” di Bonn, con lei stessa al pianoforte e Wasielewski alla viola.
In questa composizione Schumann si ricollega al tema dell’immaginazione infantile, oggetto di precedenti composizioni pianistiche (Album für die Jugend, Kinderszenen), al quale aggiunge un carattere di liberazione derivante dall’esperienza maturata e, probabilmente, anche dalle turbe psichiche che stavano per manifestarsi. L’opera presenta momenti romanticamente vivaci, peraltro non è priva di intimismo psicologico come conferma la scelta timbrica della viola, strumento che evoca il carattere della nostalgia. Ciascuno dei quattro pezzi pone l’accento su un particolare stato d’animo, intimo e tormentato, come nel primo e nell’ultimo tempo, capriccioso e popolaresco nel secondo, struggente e palpitante nel terzo; singolare è poi la loro disposizione risultando atipica rispetto alla successione dei movimenti nella sonata classica: moderato (Nicht schnell, Non veloce), veloce (Lebhaft, Animato), veloce (Rasch, Rapido), lento (Langsam, mit melancholischem Ausdruck, Lentamente, con espressione malinconica).

I – Nicht schnell (in re minore)
È un malinconico dialogo che si snoda in un procedimento imitativo tra la viola e la mano destra del pianoforte; la mano sinistra sostiene l’accompagnamento armonico.
II – Lebhaft (in fa maggiore)
Atmosfera brillante, ritmi di danza popolare. Nel secondo movimento, in forma di rondò secondo lo schema A-B-A-C-A, il tema principale della viola, vivo ed esuberante, è in contrasto con i due episodi intermedi che, tuttavia, non allentano affatto la tensione.
III – Rasch (in re minore)
Atmosfera di arcigna ballata nordica; pezzo di breve durata in cui momenti di frenetica agitazione si alternano a fugaci pause di calma e di abbandono lirico.
IV – Langsam, mit melancholischem Ausdruck (in re maggiore)
Quest’ultimo brano,  il più ampio dei quattro, è  in forma A-B-A; qui tutte le tensioni precedenti si stemperano in un dolce canto pieno di malinconia. Momento di alta ispirazione poetica è l’insolita dissolvenza finale, vero colpo di genio di tutta la composizione.

Tabea Zimmermann, viola
Christian Ihle Hadland, pianoforte
(Nicht schnell – Lebhaft – Rasch – Langsam, mit melancholischem Ausdruck)

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