Beethoven – Sonata per pianoforte n. 30 Op. 109

Beethoven – Sonata per pianoforte n. 30 in mi magg. Op. 109

Negli anni tra il 1819 e il 1822 Beethoven, ormai definitivamente sordo, mentre prepara i due capolavori della Nona Sinfonia e della Missa Solemnis, scrive le sue ultime tre Sonate per pianoforte, l’opera 109, 110 e 111, veri gioielli in ambito pianistico. In queste straordinarie composizioni ripercorre e rielabora le forme tradizionali, ovvero la  variazione, la fuga, la forma-sonata, e nel contempo sperimenta nuove soluzioni timbriche ed espressive che poi saranno sviluppate dai grandi compositori del Romanticismo.
La Sonata n. 30 in mi maggiore Op. 109, di cui i primi abbozzi appaiono negli appunti della Missa Solemnis, viene completata nel 1820 e pubblicata a Berlino, da Schlesinger, nel 1821; il manoscritto originale si trova custodito nella Biblioteca del Congresso a Washington. La sonata è dedicata a Maximiliane Brentano, promettente pianista, figlia di Franz Brentano, il caro amico che tante volte aveva aiutato Beethoven nei momenti di difficoltà economica.
Articolata in tre movimenti, la Sonata n. 30 esprime la ricerca di un nuovo ordine formale all’interno di un’assoluta libertà espressiva; in essa Beethoven supera gli equilibri classici predisponendo due movimenti iniziali, brevi e veloci, che introducono e preparano un mirabile tempo moderato, l’Andante con sei variazioni, il nucleo significativo di tutta la composizione.

I movimento: Vivace ma non troppo – Adagio espressivo
Dal carattere affettuoso e instabile, l’inusuale breve movimento d’apertura presenta due gruppi tematici con cambio di tempo a seconda del carattere della melodia. Il vivace primo tema si snoda in piccole figurazioni legate che scorrono da una mano all’altra; in forte contrasto è l’Adagio espressivo che si delinea con arpeggi in scale ascendenti e discendenti.

II movimento: Prestissimo
Impetuoso, virile, il secondo movimento segue direttamente, quasi senza interruzione; si possono individuare due gruppi espressivi in contrapposizione.

III movimento: Gesangvoll, mit innigster Empfindung. Andante molto cantabile ed espressivo
Beethoven, oltre all’indicazione di tempo in italiano, specifica “Gesangvoll, mit innigster Empfindung” (Suono pieno, con profonda emozione). L’ampio movimento finale è costituito da un tema e sei variazioni; la melodia, in due periodi perfettamente simmetrici,  ad ogni variazione acquista intensità emotiva sempre maggiore. Ritorna il tema iniziale originario e in un’atmosfera eterea, evanescente, si conclude la sonata.
La variazione finale, la più lunga e importante, è un momento di vera estasi sonora caratterizzata da doppi trilli e arpeggi; Beethoven analizza l’intero arco timbrico del pianoforte, crea sonorità brusche e agitate sulle quali si stagliano le note argentine del tema.

Claudio Arrau

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