Haydn: Concerto per tromba e orchestra

Franz Joseph Haydn: Concerto per tromba e orchestra in mi bem. magg.

Cavallo di battaglia per i solisti di tromba, composto nel 1796 ad un anno di distanza dalla Sinfonia “London”, il Concerto di Haydn in mi bemolle maggiore è l’ultima sua composizione esclusivamente orchestrale; l’opera è dedicata al trombettista Anton Weidinger, dell’orchestra reale di Vienna, che nel 1793 aveva ideato la tromba “a chiavi”, ampliando con questo accorgimento la gamma dei suoni riproducibili dalla tromba naturale.
I tre movimenti che in forma classica strutturano il concerto, presentano arditi passaggi cromatici confermando, così, l’intenzione di Haydn di sperimentare le possibilità virtuosistiche offerte dal nuovo strumento.

I movimento: Allegro
Il primo movimento è caratterizzato da un brillante dialogo tra il solista e l’insieme orchestrale.
L’introduzione propone un tema dai tratti scorrevoli e quasi militareschi affidato agli archi; al suo ingresso, la tromba ne riprende il profilo con figurazioni arpeggiate. Un secondo gruppo tematico è introdotto da una melodia discendente sostenuta da flauti e archi. Il discorso musicale prosegue con una serie di passaggi, veloci, in progressione e in registri contrastanti, che al solista richiedono doti di grande abilità.

II movimento: Andante
Incentrato sul carattere della cantabilità, questo movimento è valorizzato dalla sapiente armonizzazione dei diversi timbri sonori.
In apertura si riconosce la melodia iniziale del Lied “Gott! Erhalte Franz den Kaiser”, sulla quale Haydn costruisce il “Poco Adagio cantabile” del Kaiserquartett op. 76 n. 3, divenuto dopo varie vicissitudini l’inno tedesco (Haydn – Quartetto op.76 n.3 Kaiserquartett). Particolarmente interessanti sono le ampie curve melodiche di notevole impegno per il solista.

III movimento: Finale (Allegro)
Effervescente finale in forma di rondò; brillanti episodi della tromba caratterizzati da rapide figurazioni e ampi salti melodici. Un tema brioso anima l’orchestra e prolunga l’attesa per l’entrata del solista, che se ne appropria al suo ingresso, lo riespone e spinge i “tutti” verso un secondo motivo.

Alison Balsom
Berlin Konzerthaus Orchestra, Xian Zhang
(a 16:30 Syrinx di Claude Debussy)

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