Johann Adolph Scheibe

Johann Adolph Scheibe (1708 – 1776)

Compositore tedesco attivo in Danimarca, Johann Adolph Scheibe è uno dei principali teorici della musica nella Germania del suo tempo. Sulla sua rivista settimanale “Der Critische Musicus” difende con forza lo stile tedesco dalle influenze straniere, soprattutto italiane, e attacca violentemente Johann Sebastian Bach per la sua musica “innaturale” e “ampollosa”, pur riconoscendolo “compositore ingegnoso”. È curioso constatare che 10 anni prima, Bach faceva parte della commissione che aveva respinto la candidatura di Scheibe a organista della Chiesa di San Nicola a Lipsia.
Nato a Lipsia, figlio di un costruttore di organi che gli trasmette le prime basilari conoscenze sulle tastiere, Johann Adolph Scheibe studia alla Nikolaischule e all’Università di Lipsia, dove assimila le teorie estetiche di Johann Christoph Gottsched che, dalla filosofia, adatta alla musica.
Fallita nel 1729 l’opportunità di insediarsi come organista a San Nicola, Scheibe si sposta in varie città cercando adeguate sistemazioni. Nel 1736 si trasferisce ad Amburgo dove l’anno successivo inizia a pubblicare il settimanale “Der Critische Musicus”, una delle prime riviste musicali sorte in Germania.
Il margravio Federico Ernesto di Brandeburgo-Kulmbach lo assume nel 1739 come maestro di cappella, poi, nel 1740, Scheibe si reca a Copenaghen per dirigere la cappella di corte di re Cristiano VI, incarico che mantiene fino alla morte.
Presto Johann Scheibe è la figura più importante degli ambienti musicali danesi del suo tempo; guida l’orchestra reale, è tra i fondatori della “Musikalske Societet”, la prima società musicale di Copenaghen ad organizzare concerti pubblici, apre una scuola di musica per i bambini di Sønderborg.
Elemento rappresentativo del passaggio dall’epoca barocca a qualla classica, Johann Adolph Scheibe influenza direttamente la prassi esecutiva battendosi contro lo stile musicale italiano di cui usa semplicemente l’arioso; vuole che le musiche di scena siano legate al loro contenuto, propugna la nascita di un’opera nazionale tedesca.
La maggior parte della sua musica è perduta, rimangono alcuni scritti di teoria e critica musicale pubblicati tra il 1738 e il 1773 e il manoscritto, forse del 1730, “Compendium musices theoretico-praticum, das ist Kurzer Begriff derer nötigsten Compositions-Regeln“. La sua produzione musicale comprende circa 150 brani di musica sacra e più di 200 tra concerti strumentali, musica da camera e cantate profane; tra le sue composizioni più belle si ricordano soprattutto le cantate funebri per il re Federico V e per la regina Luisa.

Concerto per flauto in si bem. magg. “Concerto a Quattro”
Bolette Roed, flauto
L’Arte dei Suonatori, dir. Aureliusz Goliński

Cantata festiva “Der Tempel des Ruhmes”: Sinfonia in re magg.
Concerto Copenhagen, dir. Andrew Manze

Sinfonia a 4 in la magg.
(Allegro – Adagio – Presto)
Concerto Copenhagen, dir. Andrew Manze

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