Richard Strauss -Una vita d’eroe

Richard Strauss – Ein Heldenleben (Una vita d’eroe), poema sinfonico Op. 40

Composto nel 1898, “Ein Heldenleben” è un poema sinfonico il cui carattere autobiografico è riflesso nella figura ideale dell’artista-eroe; a conferma che il protagonista sia proprio lo stesso compositore sono i sottotitoli delle diverse sezioni, presenti nella prima stesura e successivamente rimossi, e il riutilizzo nella quinta sezione di moltissimi temi derivati da altre sue precedenti composizioni. L’opera è dedicata a Willem Mengelberg e all’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam.
La partitura, scritta per un organico orchestrale imponente, chiamato ad esaltare il grand’uomo incompreso dal mondo, è suddivisa in sei parti, eseguite senza alcuna interruzione: L’eroe, Gli avversari dell’eroe, La compagna dell’eroe, Il campo di battaglia dell’eroe, Le opere di pace dell’eroe, La fuga dell’eroe dal mondo e il compimento del suo destino.
L’eroe è la descrizione del protagonista nel pieno della sua vena creativa; il tema principale, vigoroso e deciso, è integrato da altri tre, indicativi delle diverse sfaccettature della sua personalità.
Un brillante crescendo dell’orchestra conduce alla seconda sezione dove, con un sapiente gioco di timbri e melodie, gli Avversari dell’eroe, gretti e petulanti, si confrontano con l’algida figura dell’eroe. I disturbatori, i nemici, sono identificati nei ritmi graffianti degli oboi, dei clarinetti, dei fagotti, dei flauti, e nei ripetuti sgradevoli interventi delle tube.
La compagna dell’eroe è uno dei momenti più espressivi del sinfonismo straussiano. La moglie di Richard Strauss, il soprano Pauline de Ahna, è rappresentata dalle ornate figurazioni musicali del violino solista che, in una serie di variazioni, tratteggia la volubilità femminile. L’amorevole e leggiadra melodia, arricchita dalle voci del flauto, dell’oboe e del clarinetto viene poi interrotta dagli squilli di tromba. Una progessione strumentale di grande efficacia sonora indica che è giunto il momento della lotta e dell’affermazione della personalità dell’eroe.
Ritornano i temi dell’eroe e dei nemici. Il campo di battaglia dell’eroe, descritto con grande dispiego di ottoni e percussioni, è un chiaro riferimento ai critici bacchettoni; la vittoria, celebrata con il canto trionfale a cui partecipa anche la compagna dell’eroe, è disturbata dai sordi colpi del timpano che alludono ad una lontana e non ben definita minaccia.
La quinta sezione, Le opere di pace dell’eroe, è formata da un insieme tematico tratto da opere precedenti: Don Juan, Così parlò Zarathustra, Morte e trasfigurazione, Don Chisciotte, Till Eulenspiegel, l’opera teatrale Guntram, Macbeth e il Lied Sogno al tramonto. È nuovamente presente l’ironico tema dei nemici, i critici bacchettoni.
Nell’ultima sezione, La fuga dell’eroe dal mondo e il compimento del suo destino, l’eroe, raggiunta finalmente la pace interiore, si ritira dal mondo. L’atmosfera bucolica è introdotta dall’aria intonata dal corno inglese col sostegno dei timpani; segue una severa melodia alla quale, inutilmente, si oppone il tema modificato degli avversari: l’eroe, ormai stanco e in pace con sé stesso, non vuole più lottare. Il momento è mirabilmente evidenziato dall’intervento dei corni e dei fiati su cui insiste un assolo di violino. Un ampio solenne accordo saluta l’eroe e nel contempo segna l’addio di Strauss al genere del poema sinfonico.

Anton Barachovsky, violino solista
Symphonie-Orchestrer des Bayerischen Rundfunks, dir. Mariss Jansons

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