Sergei Lyapunov

Sergei Mikhailovich Lyapunov (1859 – 1924)

Sergei Mikhailovich Lyapunov, compositore, pianista, e direttore d’orchestra occupa un posto importante nella storia della musica russa; le sue composizioni riflettono spesso temi e motivi della terra natia. Nel 1910 registra alcune sue composizionui,  gli studi n. 1, 5 e 12 dell’Opera 11 e l’Opera 35, in sei rulli sonori per il pianoforte meccanico automatico Welte-Mignon.
Nato a Yaroslavl’, porto sul fiume Volga, Sergei Lyapunov riceve una prima formazione musicale dalla madre; completa gli studi di pianoforte e di composizione al Conservatorio di Mosca con Karl Klindworth e Sergej Taneev. Più attratto dagli elementi nazionalisti della Nuova Scuola russa, che dagli approcci europei di Ciajkovskij e Taneev, Lyapunov, terminati nel 1883 gli studi al Conservatorio, si trasferisce a San Pietroburgo; inizia a frequentare la cerchia di musicisti che gravitano attorno a Mily Balakirev e presto diviene uno dei membri più autorevoli. Nel 1893, assieme a Balakirev e Anatoly Lyadov, riceve dalla Società Geografica Imperiale, di raccogliere e catalogare i canti popolari delle regioni di Vologda, Vjatka e Kostroma; sono circa trecento i brani che la Società pubblica nel 1897. Di queste melodie popolari, trenta vengono adattate da Lyapunov per voce e pianoforte e pubblicate nel 1907, altre sono comunque utilizzate in diverse sue composizioni.
Sergei Lyapunov è anche un apprezzato concertista e direttore d’orchestra; fino al 1902 è vicedirettore della Cappella di Corte, dal 1910 insegna pianoforte e composizione al Conservatorio di San Pietroburgo.
Dopo la Rivoluzione d’Ottobre Lyapunov si trasferisce definitivamente a Parigi. Nel 1923 è chiamato a dirigere una scuola di musica per immigrati russi, l’anno seguente rimane vittima di un infarto. Secondo la versione ufficiale dell’Unione Sovietica, che non accenna minimamente al suo esilio volontario, muore a Parigi durante un concerto.
Il suo linguaggio musicale è affatto innovativo, Sergei Lyapunov rimane saldamente ancorato alla tradizione tardo romantica.
Attinge al folklore, ma non solo russo; nella Rapsodia Opera 28 utilizza temi ucraini, nel poema sinfonico “Zelazowa Wola”, scritto nel 1910 per l’inaugurazione del monumento a Chopin nel suo luogo di nascita, riprende temi popolari polacchi e motivi chopiniani.
La sua produzione abbraccia i principali generi musicali del tempo tranne l’opera lirica. Sotto il profilo artistico la parte più interessante è costituita dalle composizioni per il pianoforte, dove spicca il ciclo monumentale dei Dodici Studi d’esecuzione trascendentale, un omaggio alla memoria di Liszt sancito dal titolo dell’ultimo brano: Elegia in memoria di Franz Liszt .

Valse-Impromptu, Op. 29 n. 2
Margarita Glebov, pianoforte

Studio d’esecuzione trascendentale Op.11 n. 10 “Lezginka”
Tamara Kudelich, pianoforte

Rapsodia su temi ucraini Op. 28
Michael Ponti, pianoforte
Westphalian Symphony Orchestra, dir. Siegfried Landau

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...