Ferenc Erkel

Ferenc Erkel (1810 – 1893)

Compositore, pianista e direttore d’orchestra, nonché abile giocatore di scacchi, Ferenc Erkel è considerato il padre della Grand opéra ungherese, scritta principalmente su temi storici; è anche autore della musica dell’inno nazionale ungherese.
Nato a Gyula, ai confini con la Romania, Ferenc Erkel studia musica prima con suo padre Joseph Erkel, poi a Bratislava e Oradea. Inizia la sua carriera come pianista; nel 1827 viene assunto come maestro di musica dal conte Coloman Csáky a Kolozsvár, l’odierna Cluj-Napoca in Romania. Nel 1835 si trasferisce a Pest dove si esibisce regolarmente come solista e come pianista accompagnatore; negli anni 1836 e 1837 dirige il Teatro Tedesco.
È tra i fondatori nel 1853 dell’Orchestra Filarmonica di Budapest di cui è il direttore; dal 1875 al 1886 dirige l’Accademia di Musica di Budapest e insegna pianoforte; nel 1884 assume la direzione musicale del Teatro dell’Opera di Budapest, appena istituito.
Oltre alle opere di Rossini, Bellini, Auber e Weber, Erkel fa rivivere l’opera di József Ruzitska “Béla futása”, la prima opera ungherese, rappresentata senza successo nel 1822. Nel 1844 vince il concorso bandito per la creazione musicale dell’inno nazionale ungherese, Himnusz, sul testo (1823) di Ferenc Kölcsey. L’ultimo suo lavoro importante è l’Ouverture festiva (Ünnepi nyitány) scritta nel 1887 per celebrare il cinquantesimo anniversario del Teatro di Pest.
Per i soggetti delle sue opere Ferenc Erkel attinge alla storia ungherese; è animato da un forte sentimento patriottico e vuole consolidare l’idea dell’identità nazionale, in quegli anni oppressa dalla dominazione degli Asburgo. Dopo aver riportato sulle scene “Béla futása”, Erkel decide di sviluppare l’opera ungherese facendola competere con quella italiana e quella tedesca. Inizia a scrivere le proprie opere sintetizzando elementi dell’Europa occidentale con i temi ungheresi caratterizzati dal tipico contrasto di toni patetici e brillanti. Le sue prime opere originali sono Bátori Mária, del 1840, e Hunyadi László, del 1844, entrambe su libretti di Beni Egressy; alcune parti di quest’ultimo lavoro vengono presto adattate a canzoni rivoluzionarie. Nel 1861 compone l’opera in tre atti “Bánk-Bán” (il viceré di Andrea II), ispirata a un dramma di József Katona, da tutti considerata il suo capolavoro e  l’opera nazionale ungherese.
Altre sue opere importanti sono “Nevtelen hosok” (Anonimi eroi), del 1880, e “Istvan kiraly” (Re Stefano), del 1885.
Le sue composizioni, molto popolari in patria, sono poco conosciute oltre i confini, sia per la difficoltà della lingua, sia perché Erkel non si è mai allontato dall’Ungheria.

Himnusz (Inno nazionale ungherese)
Hungarian National Philharmonic Orchestra e Coro, dir. Zoltán Kocsis

Hunyadi László: Palotás (Danze dal III atto)
Mária: Erika Miklósa
László: Attila Fekete
Teatro dell’Opera di Budapest, dir. Domonkos Héja

Bánk bán: Hazám, hazám (Il mio paese, il mio paese)
Kiss B. Atilla, tenore

Ünnepi nyitány (Ouverture festiva)
Orchestra Filarmonica di Budapest, dir. Rico Saccani

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