Britten: Suite per arpa

Benjamin Britten: Suite per arpa in do magg. Op. 83

La Suite per arpa in do maggiore, composta nel mese di marzo 1969 ed eseguita a giugno di quell’anno al Festival di Aldeburgh, è indicativa degli apprezzamenti di Britten per la musica del passato, ovviamente caratterizzata dalla sua personale invenzione.
Dedicata all’arpista gallese Osian Ellis, la Suite è una delle opere più rilevanti del repertorio; Britten utilizza tutte le possibilità tecniche dell’arpa per ottenere un’ampia gamma sonora. L’arpa è famosa per la sue cascate di note cristalline, tuttavia qui Britten riduce al minimo questi momenti. Utilizza brevi glissando e singole note per produrre intense sonorità; note eteree contrastano con bassi profondi, senza passaggi intermedi. Gli accordi, a volte, si ottengono pizzicando bruscamente le corde, quasi in percussione.
La suite è organizzata in cinque movimenti:
Overture
Toccata
Nocturne
Fugue
Hymn (St. Denio)

L’ultimo movimento, in forma di cinque variazioni, è un omaggio al dedicatario della suite. St. Denio, noto anche come Giovanna, è una melodia popolare gallese tradizionale. La suite termina con alcune note aggiuntive, come se un antico bardo, dopo aver improvvisato le variazioni, indugia ancora un po’ sulle corde.

Ana Brateljevic, arpa

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