Antonín Kraft

Antonín Kraft (1752 – 1820)

Antonín Kraft, primo violoncello dell’orchestra del principe Esterházy e dell’Opera di Vienna, è considerato uno dei più grandi violoncellisti del suo tempo; per lui Haydn scrive il Concerto n. 2 in re maggiore, Beethoven la parte del violoncello del Triplo Concerto. Anche suo figlio, Nikolaus Kraft, è ricordato come abile violoncellista.
Antonín Kraft nasce in Boemia, a Rokycany, non lontano da Plzeň; suo padre František, produttore di birra nonché musicista entusiasta, lo avvia allo studio della musica. Secondo alcune fonti Antonín Kraft impara da solo a suonare il violoncello. Studia al Ginnasio e all’Università Carlo di Praga. Dopo il 1769 si reca a Vienna; conosce Joseph Haydn che lo sollecita a presentare istanza per essere assunto nell’orchestra del principe Esterházy da lui diretta. Kraft è molto apprezzato per la sua straordinaria abilità al violoncello, denota inoltre buone capacità nella composizione, che perfeziona alla scuola di Haydn.
Con la morte del principe Esterházy l’orchestra di Haydn viene sciolta; Antonín Kraft rimane qualche tempo a Bratislava come primo violoncello dell’orchestra del conte Anton Grassalkovich, poi si trasferisce a Vienna trovando occupazione presso il Teatro dell’Opera. Nel 1792 è il violoncello del Quartetto Schuppanzigh; nel 1794 viene assunto dal principe Lobkowitz come “virtuoso da camera”. Trascorre gli ultimi anni dedicandosi all’insegnamento del violoncello.
L’opera di Antonín Kraft comprende sei sonate per violoncello con il basso, alcune pagine con duetti per violino e violoncello, per violoncello e contrabbasso, per due violoncelli, e un concerto per violoncello e orchestra, la più importante delle sue composizioni. Il concerto, pubblicato nel 1792 a Lipsia da Breitkopf e Härtel, ricorda con una certa approssimazione lo stile orchestrale di Beethoven.

Concerto per violoncello in do magg. Op. 4
Allegro aperto – Romanza (08:41) – Rondò alla Cosacca (14:16)
Anner Bylsma, violoncello
Tafelmusik Orchestra, dir. Jean Lamon

Sonata per violoncello in re magg. Op. 1 n. 3
Allegro spiritoso – Adagio un poco andante (10:16) – Rondò: Allegretto (13:11)
Balázs Máté, violoncello
Miklós Spányi, fortepiano

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