Janáček: Quartetto per archi n. 1 “Sonata a Kreutzer”

Leóš Janáček: Quartetto per archi n. 1 “Sonata a Kreutzer”

Composto nel mese di ottobre 1923, in un momento di grande fervore creativo, il Quartetto per archi n. 1, “Sonata a Kreutzer”, appartiene agli ultimi anni di attività di Leóš Janáček; la sua prima esecuzione, 17 ottobre 1924 al Mozarteum di Praga, è affidata al Quartetto Ceco durante un concerto della Società per la Musica Contemporanea.
Il quartetto, dai toni intensamente descrittivi, è ricco di tensioni, angosce e impeti di grande lirismo; è ispirato alla drammaticità del racconto di Tolstoj “Sonata a Kreutzer”, a sua volta ispirato all’Opera 47 di Beethoven.
Tolstoj narra di un viaggiatore che  in treno riceve le confidenze di un certo Podnizicev seduto nel suo stesso scompartimento. Costui rivela di aver ucciso la moglie perché la sospettava di averlo tradito con il violinista con il quale eseguiva la celebre Sonata a Kreutzer di Beethoven.
Janáček, quindi,  si riconduce all’atmosfera generale del racconto e lo sviluppa in termini musicali in una scrittura non più basata sui classici procedimenti di elaborazione tematica, ma affidata all’iterazione di un materiale tematico denso, conciso e frammentario,  variato e arricchito continuamente. L’omogeneità della composizione è assicurata dall’esecuzione di un tema ricorrente e dalle variazioni sul motivo iniziale.

Il primo movimento, “Adagio. Con moto“, fa riferimento alla conversazione in treno. Inizialmente ha un carattere malinconico; si snoda poi in un fraseggio crescente che ripropone il tema di base, l’idea tematica ricorrente.

Il secondo movimento, “Con moto“, è alquanto triste; propone frammenti tematici simili alla polka, un motivo che ricorda il tema di Beethoven presente nel movimento successivo e un aspro passaggio in tremolo suonato sul ponticello che produce ulteriore tensione.

Il terzo movimento, “Con moto. Vivace. Andante“, è in pratica una prosecuzione del precedente. Inizia con un dolente dialogo tra il primo violino e il violoncello che viene contrastato dal frenetico passaggio in tremolo sul ponticello dal secondo violino e dalla viola. Il motivo, distorto e ripetuto con ossessione, suggerisce il tormento della gelosia che assilla il protagonista del racconto. La melodia deriva dal lirico secondo tema della sonata di Beethoven.

Il quarto movimento, “Con moto. Adagio“, ripropone negli archi gravi il tema d’apertura sul quale si inserisce un motivo del primo violino definito da Janáček “come in lacrime”. La tragedia è compiuta, il movimento acquista carattere di canto funebre la cui crescente intensità espressiva si spegne solamente nelle ultime battute.

Kubin Quartet

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