Florent Schmitt

Florent Schmitt (1870 – 1958)

Musicista francese, ottimo pianista e prolifico compositore, Florent Schmitt è presente in tutti i generi tranne che nell’opera; la sua musica, caratterizzata da energia ritmica e da una raffinata orchestrazione, lo fa apparire ora come conservatore, ora come neo-romantico, ora come rivoluzionario.
È uno dei compositori francesi più spesso eseguiti nei primi trent’anni del secolo scorso, poi le sue simpatie verso il partito nazista e la sua propensione a collaborare col regime tedesco di occupazione gli allontanano il favore dei francesi.
Florent Schmitt nasce a Blâmont, dipartimento di Meurthe-et-Moselle. I suoi genitori lo avviano alla musica sin da bambino; studia a Nancy quindi al Conservatorio di Parigi sotto la guida di Fauré, Massenet, Dubois e Lavignac.
Nel 1900, con la cantata Semiramis, vince il “Prix de Rome”. Nel 1909 fonda con Ravel, Fauré e altri musicisti la “Société Musicale Indépendante”; è uno dei primi ad inserire il sassofono tra gli elementi dell’orchestra.
Viaggia a lungo in Europa e in Medio Oriente; spesso da queste esperienze trae ispirazione per la sua musica.
Florent Schmitt insegna al Conservatorio di Lione, nel 1936 sostituisce Paul Dukas presso l’Istituto di Francia. Collabora con Djagilev e i Balletti russi che, nel 1913, portano sulle scene il suo poema sinfonico La Tragédie de Salomé, scritto nel 1907 e dedicato ad Igor Stravinskij. Dal 1929 è il critico musicale del quotidiano Les Temps e per un decennio gode di grande considerazione presso la società musicale francese.

Le opere di Florent Schmitt, spesso esuberanti e ampollose, denotano l’influenza dei romantici tedeschi. Il suo ricco catalogo abbraccia tutti i generi del tempo, fuorché l’opera; moltissime sono le composizioni per pianoforte solo e per pianoforte a 4 mani.
L’impostazione del Salmo 47 Op. 38, per voce, coro, orchestra e organo, è il suo primo successo; avvincente per le sonorità mistiche e sensuali, si presenta particolarmente innovativo nelle strutture ritmiche.
Mirages, due quadri per pianoforte scritti nel 1920 e successivamente trasposti per orchestra, nel 1923 dallo stesso Schmitt e nel 1924 da Serge Koussevitzky, mostrano i due aspetti principali della sua personalità musicale: quello languido, meditativo, e quello decisamente enfatico. Il primo, intitolato “Tristesse de Pan”, è dedicato alla memoria di Claude Debussy; il secondo, “La tragique chevauchée”, è la rappresentazione della folle cavalcata di Mazeppa narrata da Lord Byron.

Mirages, Op. 70 per pianoforte solo
Vincent Larderet, pianoforte
1. “Tristesse de Pan”
2. “La tragique chevauchée” (06:58)

Légende, Op. 66 per sassofono e orchestra
Christopher Bartz, sassofono
University of Southern California Thornton Symphony, dir. Sharon Lavery

Salmo 47, Op. 38 per voce, coro, orchestra e organo
Andréa Guiot, soprano
Gaston Litaize, organo
Orchestre National de l’O.R.T.F., dir. Jean Martinon

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