Béla Bartók – Quartetto per archi n. 6

Béla Bartók – Quartetto per archi n. 6 in re magg.

Tra i mesi di agosto e novembre 1939 Béla Bartók compone il Quartetto n. 6 per archi in re maggiore; destinatario è il Quartetto Ungherese, di cui il suo amico Zóltan Székely è il primo violino. La prima esecuzione, tuttavia,  non è in Ungheria ma a New York il 20 gennaio 1941 a cura del Quartetto Kolisch; il sesto quartetto per archi non è soltanto l’ultimo dei quartetti di Bartók, è anche la sua ultima composizione scritta in Europa prima d’imbarcarsi per gli Stati Uniti.
I quartetti per archi di Bartók abbracciano un’arco di trent’anni, dal 1909 al 1939, e sono indicativi dei momenti più significativi delle sue vicende personali: il primo quartetto segna la ripresa della sua attività dopo un periodo di crisi profonda, l’ultimo si accompagna alla decisione di abbandonare l’Ungheria per motivi politici. In essi utilizza tutte le risorse esecutive degli strumenti: alternanza di staccato, legato e pizzicato, vibrato, glissando, tremoli sul ponticello e colpi col legno per giungere a nuove possibili forme di espressione armonica e ritmica. Tra i sei quartetti, l’ultimo si distingue per carattere e per forma ed è l’unico che mantiene la tradizionale struttura in quattro tempi, sebbene adottata in modo piuttosto insolito. Ciascuno dei quattro movimenti si avvia con un’introduzione lenta, proposta di volta in volta in forma variata, dapprima a una voce, poi a due, poi a tre, e infine a quattro voci. Momenti riflessivi, di ripiegamento interiore, sono contrastati da episodi di ebbrezza, né mancano spunti appassionati o ironici e grotteschi; melodie popolari appaiono unite a ritmi di jazz, glissandi e aspri ostinati rimarcano passaggi spettrali. Tutto poi si riepiloga nella tristezza dell’ultimo movimento; la mestizia infatti è la caratteristica fondamentale di questo quartetto.

Béla Bartók – Quartetto per archi n. 6 in re magg.
I. Mesto – Vivace
II. Mesto – Marcia
III. Mesto – Burletta
IV. Mesto – Molto tranquillo

Shanghai Quartet:
Weigang Li, violino
Yi-Wen Jiang, violino
Honggang Li, viola
Nicholas Tzavaras, violoncello

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2 pensieri riguardo “Béla Bartók – Quartetto per archi n. 6

  1. Chiudo gli occhi e ascolto ancora e ancora
    Magnifico

    Grazie
    gb
    Oh, gli applausi sono da chiudere dopo quel finale che lascia senza fiato

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