Emilio de’ Cavalieri: Rappresentatione di anima et di corpo

Emilio de’ Cavalieri: Rappresentatione di anima et di corpo

La Rappresentatione di anima, et di corpo di Emilio de’ Cavalieri, eseguita a Roma nel mese di febbraio 1600 presso l’oratorio della Chiesa Santa Maria in Vallicella, in occasione del giubileo della Chiesa cattolica, è il primo dramma interamente musicato che ci sia pervenuto; la sua edizione, 3 settembre 1600, curata da Alessandro Guidotti per i caratteri di Nicolò Mutij, precede di poco l’Euridice di Jacopo Peri e di quasi due anni l’Euridice di Giulio Caccini.

Emilio de’ Cavalieri, musico, coreografo, compositore, sovrintendente alle musiche e agli spettacoli della Corte di Firenze, utilizza per questa “sacra rappresentazione” il testo del poeta Agostino Manni dell’Ordine dei Filippini: le due entità Anima e Corpo, dibattono su argomentazioni opposte finalizzate all’edificazione morale del pubblico. Le allegorie rappresentano i travagli dell’anima imprigionata nel corpo e il suo desiderio di liberarsene per tornare ad essere un puro spirito e godere così delle gioie della perfezione e della santità. L’Anima, con l’aiuto dell’Intelletto, del Consiglio e delle Anime beate, lotta contro il Mondo, il Piacere, e la Vita Mondana che sospingono il Corpo verso il godimento dei beni materiali.
La Rappresentatione di anima, et di corpo, suddivisa in tre atti e 91 numeri, prevede azione scenica, costumi e balli, pertanto, piuttosto che essere indicata come il primo Oratorio, va considerata come il primo melodramma sacro; la continuità d’esecuzione nei decenni successivi di questo genere a Roma testimonia la sua influenza.
Lo stile musicale si aggancia alla lauda del XVI secolo e alla nuova monodia fiorentina. Sono impiegati con efficacia l’eco e il ballo, caratteristici degli intermedi e delle pastorali; i cori, omofonici e omoritmici, nello stile tipico della lauda popolare e della frottola, si alternano a recitativi con basso continuo, dialoghi, ritornelli e sinfonie strumentali.

Prologo
L’apertura è un inno di lode a Dio in forma di madrigale; segue un dialogo tra i due giovanetti Avveduto e Prudenzio sui caratteri illusori della vita mortale.

Primo Atto
Inizia con due monologhi, il Tempo commenta la mutevolezza e la brevità delle cose umane, mentre l’Intelletto ricorda che la mente umana non è mai soddisfatta. Si intervallano alcuni cori con strofe separate da ritornelli strumentali; Corpo e Anima fanno riferimento ai desideri e alle inclinazioni che travagliano l’uomo. L’ampio coro finale, seguito da una sinfonia in cinque parti, dichiara che solo dal cielo viene la forza per superare gli ostacoli.

Secondo Atto
Secondo atto incentrato sul conflitto tra il mondo e la saggezza. Il Consiglio ricorda che il Corpo e l’Anima sono chiamati a resistere alle insidie della carne, del Mondo e della Vita mondana. Anche qui, come nel primo atto, il coro è interrotto da brevi ritornelli; un ritornello in ritmo ternario introduce il Piacere che canta tre strofe con due suoi compagni. Il Corpo, profondamente turbato, è  rimproverato duramente dall’Anima; dopo altri interventi il Piacere e i suoi compagni vengono allontanati. Un Angelo custode giunge in aiuto di Anima e di Corpo che devono affrontare le seduzioni del Mondo con le sue ricchezze, e della Vita mondana che dispensa le gioie della giovinezza. La chiusura è affidata a un coro a cinque voci con effetti d’eco seguito da una sinfonia strumentale.

Terzo Atto
L’Intelletto e il Consiglio indicano nel cielo la via della salvezza; invitano a fuggire l’inferno descrivendone le pene. Le anime dannate e le anime beate illustrano la loro condizione secondo questo schema ripetuto tre volte: domanda del Consiglio, risposta di un’anima dannata il cui verso finale è cantato a quattro voci da altre anime; domanda dell’Intelletto e risposta di un’anima beata con verso finale amplificato da 4 voci; quindi commento di Anima, Intelletto, Corpo e Consiglio, in quartetto. In ogni sequenza, alle dolenti frasi spezzate dell’anima dannata, in registro grave, si contrappongono gli ariosi melismi della più acuta voce dell’anima beata. Anima e Corpo vogliono salire al cielo e invitano tutti a lodare il Signore. La lunga sezione conclusiva prevede un balletto cantato che può essere sostituito da un verso finale per coro a otto voci.

Link al libretto su www.librettidopera.it

Wiener Kammerchor
Capella Academica Wien
Ensemble Wolfgang von Karajan
Charles Mackerras, direzione

Annunci

2 pensieri riguardo “Emilio de’ Cavalieri: Rappresentatione di anima et di corpo

  1. Ho apprezzato molto molto.
    Interessante davvero.
    E’ stata la mia colonna sonora mentre scrivevo.
    Bravissimi gli interpreti.
    Grazie.
    gb

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...