Giovanni Battista Pescetti

Giovanni Battista Pescetti (1704 – 1766)

Musicista veneziano, Giovanni Battista Pescetti è ricordato principalmente per la sua attività di operista svolta a Londra tra il 1734 e il 1747; buona parte dei suoi melodrammi sono basati sulle opere di Pietro Metastasio.
Nato in una famiglia di organari, Giovanni Battista Pescetti si forma alla scuola di Antonio Lotti; le sue prime composizioni, tra cui una Messa presentata come conclusione del ciclo di studi, sono molto apprezzate da Johann Adolf Hasse.
L’esordio in ambito teatrale è segnato dall’opera “Nerone detronato”, rappresentata con successo Venezia nel 1725; seguono altri lavori che incontrano il favore del pubblico, tra cui “Siroe re di Persia”, “Alessandro nelle Indie” e “Demetrio” su testi di Metastasio. Nel 1730 il cardinale Ottoboni lo chiama a Roma per musicare una festa teatrale in occasione della nascita del Delfino di Francia.
Pescetti si trasferisce a Londra nel 1734. Compone alcune opere e pastiche per i teatri londinesi; nel 1737 ottiene la nomina a direttore del Covent Garden succedendo a Nicola Porpora, e l’anno successivo dirige il King’s Theatre. Nel 1739 l’editore John Walsh pubblica una sua raccolta di “Sonate per Gravicembalo”, importanti dal punto di vista stilistico in quanto la forma elaborata tardo-barocca convive con il nascente “stile galante”.
Ritornato a Venezia, Giovanni Battista Pescetti concorre senza esito alla nomina a maestro di cappella del duomo di Firenze. Nel 1762 assume l’incarico di secondo organista a San Marco, che terrà per il resto dei suoi giorni.
La produzione operistica di Giovanni Battista Pescetti si distingue specialmente per il trattamento delle voci; le arie sono caratterizzate da breve durata, accompagnamento facile e fraseggio articolato. La sua notorietà nel campo del melodramma è indirettamente confermata dall’inserimento, secondo una prassi allora molto diffusa in Inghilterra, di alcuni brani “favoriti” in appendice alle pubblicazioni per clavicembalo; la raccolta del 1739 viene conclusa dalla Sonata X, una trascrizione dell’Ouverture dell’opera “La conquista del vello d’oro” rappresentata l’anno precedente nei teatri londinesi. Peraltro, Charles Burney, organista e storico della musica inglese, critica aspramente Giovanni Battista Pescetti in quanto compositore di scarsa capacità d’inventiva.

Sonata (Antichi Organi)

Sonata in do min.
Fernando De Luca, clavicembalo
(Falerno Ducande, arcade et musico pastore romano)

Ouverture dall’opera “La conquista del vello d’oro”
Fernando De Luca, clavicembalo
(Falerno Ducande, arcade et musico pastore romano)

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