Bizet – Sinfonia in do maggiore

Georges Bizet – Sinfonia in do maggiore

Scritta nell’autunno del 1855 all’età di 17 anni, la Sinfonia in do maggiore di George Bizet è già una chiara dimostrazione della grande padronanza nel trattamento tematico e delle spiccate doti di melodista del suo autore. L’opera avrebbe potuto preludere ad una brillante carriera di sinfonista, tuttavia, fu considerata da Bizet un mero esercizio di composizione e completamente ignorata senza mai essere eseguita.
Nel 1933 il compositore e pianista Reynaldo Hahn, che aveva ricevuto dalla vedova di Bizet il manoscritto della Sinfonia assieme ad altre partiture,  ne fa dono al Conservatorio di Parigi. La notizia, presto riportata da Jean Chantavoine sul Ménestrel, suscita l’interesse del celebre direttore d’orchestra Félix Weingartner che fa eseguire a Basilea la sinfonia in do maggiore il 26 febbraio 1935, ben sessant’anni dopo la morte di Bizet. Il grande successo ottenuto viene rinverdito nelle successive repliche in Europa e in America.

La sinfonia in do maggiore, articolata nei classici quattro movimenti, si distingue per il carattere immediatamente fruibile e accattivante delle sue linee melodiche dal chiaro influsso di Mozart e di Mendelssohn.

I Movimento – Allegro vivo
Il primo tema, vera esplosione di gioia, si sviluppa in crescendo sulla base di un energico arpeggio ascendente; un secondo tema, molto cantabile, è introdotto e sostenuto da un’ampia melodia dell’oboe. I richiami del corno annunciano l’avvio della sezione finale.

II Movimento – Adagio
Movimento velato di mestizia, è sicuramente la sezione più avvincente della sinfonia.
Una breve introduzione ricorda il “ritmo della quaglia” posto da Beethoven in coda al secondo movimento della Sesta Sinfonia; emerge poi un tema nostalgico e affascinante affidato all’oboe sul pizzicato delle viole. Dopo un episodio centrale in fugato, ritorna la melodia dell’oboe che chiude il movimento sui lievi arabeschi costruiti dagli altri strumenti.

III Movimento – Allegro vivace
Il terzo movimento assume forma di Scherzo; il frizzante tema principale ricorda la Sinfonia “Italiana” di Mendelssohn, e più ancora il “Sogno d’una notte di mezza estate”. Da questo stesso tema deriva il Trio centrale dai toni rustici, pastorali.

IV Movimento – Finale: Allegro vivace
Breve ed esuberante, in forma-sonata, il movimento finale anticipa alcune idee che Bizet poi concretizza nella Carmen. Sono presenti tre temi che, peraltro, non vengono sviluppati, ma si rincorrono veloci, ripetuti in varie tonalità.

Royal Concertgebouw Orchestra, dir. Bernhard Haitink

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