Vieuxtemps: Concerto per violino Op. 31 n. 4

Henri Vieuxtemps: Concerto per violino in re min. Op. 31 n. 4

Henri Vieuxtemps compone il Concerto per violino in re minore Opera 31 tra il 1848 e il 1849, durante i cinque anni trascorsi a San Pietroburgo come violinista di corte e solista nei Teatri imperiali. Nell’ambito della musica da concerto della prima metà del XIX secolo questo lavoro si mostra particolarmente interessante in quanto segna l’evoluzione verso una maggiore maturità orchestrale dei canoni estetici fissati da Paganini; Berlioz, che probabilmente fa il paragone con il suo “Aroldo in Italia”, lo indica come una sinfonia con assolo di violino. Nei quattro movimenti del Concerto il protagonista è ovviamente il violino, ma anche all’insieme orchestrale Vieuxtemps riserva una scrittura densa e ricca di risorse.

I movimento: Introduzione, Cadenza
L’inizio è pacato ma intenso; acquista gradualmente volume e intensità, anche col sostegno dei timpani e degli ottoni, come un corale. A questa introduzione ampia ed espressiva  fa eco la brillante risposta punteggiata dei flauti col sostegno affermativo di tutta l’orchestra. Finalmente  entra il violino solista che si esprime vigorosamente toccando anche i registri più acuti. La cadenza è  ampia e tempestosa; una nota lunga del corno introduce il secondo movimento.

II movimento: Andante Religioso
Anche questa sezione inizia come un lento corale. Il tema affidato ai legni viene subito ripreso dal violino; ampliato e decorato sopra la tessitura orchestrale assume i toni di una preghiera accorata e malinconica. Trilli e arpeggi segnano un momento di estasi prima della conclusione.

III movimento: Scherzo, Trio
Il tempo vivace apporta al concerto una piacevole aria birichina, come un volo incessante di farfalla. Ancora una volta il violino si esprime con prepotenza nei toni acuti; in chiusura ritorna il materiale tematico iniziale, rivisitato da archi e fiati.

IV movimento: Finale Marziale
Dopo l’introduzione, questa volta concisa, l’orchestra presenta una marcia festosa nella quale interviene il solista, prima con uno spunto recitativo, poi riprendendo la melodia principale.  La marcia si snoda con allegria, vivacizzata dai trilli e dagli arresti improvvisi del violino che, nelle battute finali, indulge in passaggi di bravura.

Hilary Hahn, violino
Berliner Philharmoniker, Tugan Sokhiev

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...