Johann Baptist Wendling

Johann Baptist Wendling (1723? – 1797)

Illustre esponente della Scuola di Mannheim, ammirato da Leopold Mozart, Johann Baptist Wendling è riconosciuto come uno dei migliori virtuosi di flauto del XVIII secolo; per lungo tempo le sue composizioni sono state ingiustamente dimenticate.
Johann Baptist Wendling nasce Ribeauvillé, Alsazia, in una famiglia attiva in ambito musicale da molte generazioni.
Il flauto è il suo strumento prediletto e sin da giovane inizia ad esibirsi in pubblico; all’età di vent’anni Wendling è assunto alla corte di Zweibrücken come insegnante del duca Cristiano IV. Seguendo gli spostamenti della Corte nei vari centri europei, Wendling raggiunge in poco tempo fama internazionale; si esibisce quattro volte a Berlino alla presenza di Federico II “Il Grande” che gli fa dono di una tabacchiera d’oro. Nel 1751 ai Concerts Spirituel di Parigi esegue sue composizioni.
Nel 1752 Johann Wendling è nominato primo flauto nell’orchestra di corte di Mannheim, nonché docente per il principe elettore Carlo Teodoro del Palatinato. La sua lunga carriera, dopo un breve soggiorno a Londra tra il 1771 e il 1772, prosegue alla corte di Monaco di Baviera. Nella capitale inglese Wendling si esibisce come solista e collabora con Johann Christian Bach di cui, alla presentazione della serenata “Endimione”, esegue un’aria con flauto obbligato. A Monaco, nel 1781, partecipa alla prima esecuzione dell’Idomeneo di Mozart: a lui è affidata la parte di flauto obbligato nella seconda aria di Ilia, sua moglie Dorothea e la moglie di suo fratello, Elisabetta, si esibiscono rispettivamente nei ruoli di Ilia e di Elettra.
L’opera di Johann Baptist Wendling è tutta dedicata al suo strumento; comprende 12 sonate per flauto e basso, 39 duetti per due flauti, 30 trii per flauto, violino e violoncello, 3 quartetti per flauto, violino, viola e violoncello, e 14 concerti per flauto e orchestra. La sua scrittura sfrutta propriamente le caratteristiche costruttive e sonore del flauto estendendone le capacità espressive con brillanti arpeggi in cascata, salti e contrasti dinamici, utilizzo del registro acuto.

Concerto per flauto in do magg.
(Allegro – Largo cantabile – Allegro assai)
Bernhard Krabatsch, flauto
Orchestra del Mozarteum di Salisburgo, dir. Ivor Bolton

Concerto per flauto in sol magg. Op.4
(Allegro – Adagio ma non troppo – Presto)
Martin Sandhoff, flauto
Neue Hofkapelle München, dir. Christoph Hammer

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