Banda … Orchestra di Fiati c’è differenza?

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Articolo redatto per la rivista on-line CADZINE (Anno III n. 3 Giugno/Agosto 2016)
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Banda … Orchestra di Fiati c’è differenza? Quel che conta è la qualità dell’esecuzione!
(Una panoramica sulla musica bandistica)

Il termine banda con il quale si identifica l’ensemble musicale formato da strumenti a fiato e a percussione, assume nel linguaggio comune una connotazione popolare, indice a volte di scarsa considerazione; spesso, quindi, per allontanarsi da tale assunto, si ricorre al termine orchestra di fiati ugualmente composta da fiati e percussioni. In effetti, se consideriamo l’organico strumentale, non esiste una reale differenza tra quello bandistico e quello dell’orchestra di fiati, perché sempre gli strumenti suonano raddoppiandosi e per classi. Il Maestro Fulvio Creux, direttore della Banda Nazionale dell’Esercito, sostiene che: « …il termine “banda” (in musica, ovviamente) ha un significato puramente riferito all’organico strumentale formato da fiati e percussioni. Un tale tipo di organico è capace di produrre risultati per nulla inferiori, benché diversi, da quelli conseguibili con altri organici strumentali e nessuno può affermare che un musicista operante nella banda sia per questo motivo di serie “B”».
La definizione Orchestra di fiati è pertanto l’espediente con il quale il concetto di banda viene inteso in senso puramente artistico in quanto il nome evoca un campo espressivo diverso. Se guardiamo alle specifiche composizioni, notiamo che nessuna partitura reca l’indicazione “per orchestra di fiati”, infatti sono scritte “per Banda”; tra i tanti esempi è sufficiente citare la Sinfonia in si bemolle maggiore di Hindemith, scritta per per “concert band”, o le Suites Op. 28 di Holst “for military band”.
Stabilito che ambedue i termini suddetti indicano un complesso orchestrale formato da strumenti a fiato e a percussione, è significativo come quest’organico strumentale viene definito in altri Paesi; in Francia e nell’area geografica francese prende il nome di Orchestre militaire, Orchestre d’harmonie, nei paesi di lingua tedesca abbiamo la Blaser orchestra o Harmoniemusik, mentre in area anglo-americana il concetto di Band è suddiviso nelle tre tipologie: Marching Band, Concert Band, Symphonic Band.
Nella metà del XVI secolo la musica strumentale si va emancipando da quella vocale e gli strumenti a fiato iniziano ad essere destinati prevalentemente alle esecuzioni all’aperto; il gruppo formato da ciaramella, bombarda e trombone diventa il tipico accompagnamento delle danze. A un corposo utilizzo degli strumenti a fiato ricorrono grandi compositori di musica classica, scrivendo in forma antifonale (Andrea e Giovanni Gabrieli), oppure in forma di marcia (Byrd, Lully), ed anche in forme fantasmagoriche, come Händel nella sua “Musica per i reali fuochi di artificio”. Beethoven scrive brani per Banda militare e per Banda da parata; innumerevoli sono le marce e gl’inni patriottici creati durante la Rivoluzione francese, basti pensare alla celebre Marsigliese.
L’evoluzione tecnica degli strumenti a fiato del primo Ottocento consente la formazione di importanti gruppi bandistici, prima fra tutti la Banda della Guardia Nazionale Francese.
Moltissimi compositori di questo periodo scrivono per complessi di fiati; in Italia ricordiamo tra gli altri: Mayr, Rossini, Donizetti, Mercadante, Ponchielli (direttore di banda) e Respighi.
Nella banda l’assenza degli archi è compensata dall’impiego di strumenti a fiato dei diversi gruppi, legni e ottoni; gli organici sono molto eterogenei, variano a seconda delle zone geografiche e delle tradizioni locali. Un elemento di distinzione è il contenuto musicale del repertorio: semplice e a carattere di marcia quello per banda, articolato e complesso, quello per gruppo di fiati.
Le composizioni per banda normalmente prevedono più di quindici componenti; otto strumentisti sono il numero massimo richiesto dai brani cameristici, per i gruppi di fiati gli esecutori variano tra otto e quindici.
La riforma voluta dal maestro Alessandro Vessella, introdotta in Italia nel 1901 ed accolta anche all’estero, prevede una partitura suddivisa per gruppi di strumenti: ance, ottoni chiari, ottoni scuri, percussioni; gli organici vengono distinti in piccola banda (35 elementi), media banda (54 elementi) e grande banda (102 elementi). La caratteristica principale di queste formazioni è l’utilizzazione del maggior numero di strumenti di ogni famiglia, dal più acuto al più grave, in modo da ottenere quelle sfumature timbriche prima non consentite dai preesistenti organici.

La Banda da parata è formata esclusivamente da strumenti aerofoni e a percussione che consentono l’esecuzione musicale durante la marcia; essendo impossibile la direzione frontale, la banda viene diretta dal mazziere (o tamburo maggiore nelle bande militari) che sfila insieme ai suonatori, precedendoli. La marching band si caratterizza per l‘esecuzione ad alto livello tecnico di uno spettacolo coreografico.
La Banda da concerto (orchestra di fiati, o banda sinfonica) si esibisce su un palco e non sfila. Del suo organico fanno parte non solo strumenti a fiato più scomodi da suonare in movimento, perché ad ancia doppia (oboe, corno inglese, fagotto) e le tube più grandi, ma anche strumenti non portatili quali l’arpa, il pianoforte, il contrabbasso. La sezione delle percussioni si arricchisce con la celesta, lo xilofono, il vibrafono, le campane tubolari, i timpani, la batteria.
Con una strumentazione così ricca la banda da concerto può affrontare un’ampia gamma di composizioni, dalle marce tradizionali, alle sinfonie d’opera, fino alle grandi opere appositamente scritte per tale organico.
Le fanfare sono formazioni bandistiche da parata composte esclusivamente da ottoni; eseguono un repertorio di marce militari.
La brassband o banda di ottoni è formata esclusivamente da ottoni e percussioni.
Il repertorio eseguito dalle bande musicali spazia dalle marce da parata e marce sinfoniche fino ad arrivare a composizioni di carattere sinfonico o comunque destinate ai concerti.
Le Marce militari e da parata sono le principali composizioni originali per banda. Scritte di solito in tempo di 2/4, 2/2 o 6/8 e in tonalità maggiori, hanno carattere allegro e brillante. La struttura prevede un’introduzione, una serie di ritornelli e un trio finale con cambio di tonalità. Le marce militari, più austere e cadenzate, fanno uso massiccio di ottoni e percussioni.
Le Marce sinfoniche si possono eseguire sfilando o da fermi; diffondono la musica “colta”, soprattutto quella operistica, in una forma tipicamente popolare.
Le Marce funebri e religiose hanno carattere maestoso e solenne, andamento moderato e tonalità minori.
La Musica originale per banda non consiste in arrangiamenti di altre opere ma nasce espressamente per l’orchestra di fiati. Le forme principali più adottate dai compositori italiani sono la sinfonia, specialmente in stile rossiniano, l’intermezzo sinfonico, la fantasia e il quadro sinfonico.

Gustav Holst: Seconda Suite per Banda Militare in fa magg. Op.28/2
NHK Symphony Orchestra Wind Section, dir. Shigeo Genda

Amilcare Ponchielli: “Sinfonia per Banda”
Orchestra di Fiati Città di Soncino (Palau de la Música, Valencia)

Fulvio Creux: 4 MAGGIO Marcia da Parata
(Marcia d’Ordinanza dell’Esercito Italiano)
Banda dell’Esercito Italiano, dir. Fulvio Creux
Prima Esecuzione Assoluta 29 aprile 2004
Roma, Sala “S. Cecilia” del Parco della Musica
(alla presenza del Presidente C. A. Ciampi)

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