Prokofiev: Aleksandr Nevskij Op. 78

Sergej Prokofiev: Aleksandr Nevskij Op. 78
Cantata per mezzosoprano, coro e orchestra

Nel 1938 Sergej Prokofiev è incaricato di comporre la colonna sonora per il film di Sergej Eisenstein su Aleksander Nevskij, il leggendario principe di Novgorod; la produzione è fortemente legata alle esigenze di propaganda del governo sovietico e, terminate le riprese del film, Prokofiev, in occasione del XVIII congresso del Partito Comunista, trae da quel tema musicale una Cantata per mezzosoprano, coro e orchestra, su testi propri e di Vladimir Lugovskij. L’opera, accolta con grande successo di publico, viene eseguita il 17 maggio 1939 dal mezzosoprano Valentina Gagarina, dal Coro e dall’Orchestra Filarmonica di Mosca diretti dallo stesso compositore.
Il film di Eisenstein è incentrato sulle gesta del condottiero Aleksandr Nevskij e lo esalta come simbolo d’indipendenza. Aleksandr Nevskij, secondo la leggenda, nel 1242 sconfigge l’esercito invasore dei Cavalieri Teutonici sul lago ghiacciato di Peipus ordinando ai suoi soldati di togliersi le armature e di farsi inseguire dai nemici che, appesantiti dalle armature, sprofondano nelle acque gelide. Le sette sezioni della Cantata rispettano la cronologia del film ed hanno connotazione patriottica chiaramente allusiva alle minacce della Germania nazista.

I movimento – La Russia sotto il giogo mongolo (Molto andante)
La musica descrive la desolazione dei villaggi segnati dalla battaglia, incendiati, le steppe disseminate di armi arrugginite e mucchi di ossa. L’orchestra intona una lugubre melodia contrappondosi a isolati interventi, lamenti struggenti che riecheggiano canti popolari russi, dell’oboe, del clarinetto basso e del corno inglese.

II movimento – Canto di Aleksandr Nevskij (Lento)
Toni nostalgici, un canto nobile ed eroico che rievoca le imprese compiute da Aleksandr Nevskij contro gli svedesi nella battaglia della Neva. La parte centrale è più animata: il coro incita il giovane principe a indossare nuovamente l’armatura per scacciare gli invasori Cavalieri Teutonici.

III movimento – I crociati a Pskov (Largo)
Questa sezione raffigura il saccheggio degli invasori giunti nella città di Pskov. La scena è introdotta dalle armonie dissonanti degli ottoni alternate a quelle più distese di archi e legni; segue il corale dei crociati, una salmodia lenta e implacabile. I versi in latino di Vladimir Lugovskoy, “Peregrinus expectavi pedes meos in cymbalis” e “Vincant arma crucifera, hostis pereat” sono ripetuti ossessivamente. Momento centrale di alto lirismo: gli archi descrivono il pianto del popolo di Pskov vittima dei massacri.

IV movimento – Sollevati, popolo russo!
Inno che esorta al combattimento in difesa della Patria; nobile e luminoso è in contrasto con i toni scuri che raffigurano i tedeschi nel movimento precedente. Le due melodie molto semplici sono arricchite da una raffinata orchestrazione; la prima si sviluppa a ritmo di marcia, la seconda è un pacato canto patriottico accompagnato dagli archi e dai corni. La chiusura è affidata alla ripresa del tema principale sostenuto dalle scale dello xilofono.

V movimento – La battaglia sul ghiaccio (Moderato)
È il movimento più drammatico, e il più sviluppato, della Cantata. La battaglia viene rappresentata con profonde sonorità, accordi dissonanti, passaggi politonali, sempre rinvigoriti dalle percussioni.
Gli invasori, in armi e in sella a cavalli riccamente bardati, si profilano attraverso le nebbie del mattino; la scena è creata dai violini nel registro acuto, dai violoncelli in tremolo e dalle note ribattute sul ponticello delle viole. Al corale dei crociati che, aumentando d’intensità, culmina nel “Vincant arma crucifera, hostis pereat”, risponde il tema patriottico dei russi. Un tema introdotto dalla tuba allude alla superiorità degli attaccanti; lo scontro tra i due eserciti è animato dai violini, dalle trombe e dai fiati. Poi l’inseguimento sul lago Peipus ghiacciato; lunghe scale degli archi e dei legni e un tema acuto degli ottoni per rappresentare la rottura della superficie e lo sprofondamento dei Cavalieri Teutonici nelle acque gelide del lago. Il movimento si chiude con la ripresa del tema patriottico affermato dal mormorio degli archi.

VI movimento – Il campo della morte (Adagio)
Brano affidato alla voce di mezzosoprano, un canto commosso e dolente introdotto dai violini. Scende la notte sul campo di battaglia e una giovane donna cerca il suo fidanzato tra i russi morti o feriti; canta la nobiltà eterna degli eroi e si impegna a non sposare un bell’uomo la cui beltà è destinata a svanire, ma un coraggioso guerriero il cui valore sarà senza tempo.

VII movimento – Entrata di Aleksandr Nevskij a Pskov (Allegro ma non troppo)
Conclusione festosa e solenne; qui, per la prima volta, la musica si fa più leggera. Il tema eroico del secondo movimento è ripreso alla grande da tutta l’orchestra e gioiosamente viene intrecciato con la melodia patriottica del quarto movimento in una grandiosa celebrazione della vittoria.

Ketevan Kemoklidze (mezzosoprano)
Saint Petersburg Philharmonic Orchestra
Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Yuri Temirkanov

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