Boccherini – Stabat Mater

Luigi Boccherini – Stabat Mater
(I versione, 1781, per soprano, 2 violini, viola, 2 violoncelli)

Nel 1781 Boccherini scrive uno Stabat Mater per voce di soprano e quintetto d’archi: 2 violini, viola, 2 violoncelli, su richiesta del suo protettore, don Luìs Infante di Spagna, molto devoto alla Madonna. Vent’anni più tardi Boccherini rivede la partitura; ne amplia l’organico strumentale e vocale (soprano, contralto, tenore) e aggiunge un movimento sinfonico; sul manoscritto annota: “al fine di evitare la monotonia di una sola voce e l’eccessiva fatica per una sola cantante”. Questa versione, pubblicata sia in vita che in successive edizioni come Opus 61, ha eclissato la versione originale che sopravvive soltanto nel manoscritto autografo appartenuto a Louis Picquot, l’autore della prima biografia di Boccherini e di un catalogo delle sue opere.
Le motivazioni estetiche che potrebbero aver sollecitato il compositore lucchese alla rielaborazione per tre voci sono all’esame degli studiosi, tuttavia non va dimenticato che la prima versione è scritta in funzione del limitato organico strumentale di cui Boccherini poteva disporre alla corte di don Luìs e non è da considerare inferiore a quella del 1800. Ognuna delle due versioni appartiene ad uno specifico contesto storico e sociale e, laddove la seconda è destinata a soddisfare il vasto pubblico parigino, aduso alle sonorità e alla retorica del melodramma anche nell’esecuzione di musica sacra, la prima è conformata alla ristretta e raffinata cornice di una esecuzione privata.

Nella sobrietà del quintetto d’archi e di una sola voce, il compositore lucchese realizza una pagina impegnativa, di forte intensità emotiva, perfettamente aderente alla religiosità del testo di Jacopone da Todi. Le dieci strofe, corrispondenti nel canto piano ad altrettanti frammenti melodici diversi, descrivono, le prime quattro, il dolore della Madre ai piedi del Figlio crocifisso, le altre esprimono preghiera e partecipazione emotiva. Cambiando il contesto, cambia anche il ritmo musicale del verso e Boccherini, rispettando l’aderenza della musica al testo, suddivide le dieci strofe in undici sezioni, assegnando a ciascuna di esse ora un tristico, ora una strofa intera, ora una strofa e mezza, secondo il criterio di coerente interpretazione affettiva (teoria degli affetti) usualmente adottato nel melodramma. Quasi sempre le diverse sezioni sono introdotte e concluse da una melodia strumentale; prevalgono le tonalità di fa minore e do minore, con passaggi in maggiore che conferiscono alla musica ulteriore carica espressiva.

Stabat Mater (I versione, 1781)
Eva Dřízgová – Jirušová, soprano
Janáček Chamber Orchestra, dir. Paolo Gatto
1. Stabat Mater: Grave assai (fa minore) 00:00
2. Cuius animam: Allegro (fa minore) 04:32
3. Quae moerebat: Allegretto con moto (do minore) 06:20
4. Quis est homo: Adagio assai (do minore) – Recitativo 09:03
5. Pro peccatis: Allegretto (la bemolle maggiore) 10:36
6. Eia mater: Larghetto non tanto (mi bemolle maggiore) 14:13
7. Tui nati vulnerati: Allegro vivo (mi bemolle maggiore) 21:17
8. Virgo virginum: Andantino (si bemolle maggiore) 25:30
9. Fac ut portem: Larghetto (fa maggiore) 30:39
10. Fac me plagis: Allegro comodo (do minore) 33:29
11. Quando corpus – Amen: Andante lento (fa minore – fa maggiore) 35:40
Link al testo di Jacopone da Todi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...