Franz Schubert: Sinfonia n. 1

Franz Schubert: Sinfonia n. 1 in re magg.

Franz Schubert inizia giovanissimo a confrontarsi con la forma della sinfonia; lo attesta un frammento di quaranta battute scritte nel 1811, a 14 anni, per il primo movimento di una sinfonia. La Sinfonia numero 1 in re maggiore, dedicata a Franz Innocenz Lang, rettore dell’Imperiale Convitto Civico di Vienna, viene completata alla fine di ottobre del 1813 come conclusione del ciclo di studi.
Lo stile è il tradizionale viennese ed è influenzato dalle opere di Haydn, Beethoven e Mozart, con le quali Schubert aveva grande familiarità; peraltro, già in questa sinfonia è presente la ben nota ripetizione dei temi, tali e quali senza sviluppo, che caratterizza tutte le altre sue sinfonie.
Non si hanno notizie di ulteriori esecuzioni, Schubert vivente, dopo la presentazione al Convitto; la prima esecuzione pubblica della Sinfonia in re maggiore sembra essere quella del 5 febbraio 1881 al Crystal Palace di Londra sotto la direzione di August Manns. Oggi questo lavoro appare di rado nella programmazione concertistica.
La partitura, articolata in quattro movimenti: Adagio – Allegro vivace, Andante, Menuetto: Allegretto e Trio, Allegro vivace, è scritta per un’orchestra formata dagli archi più un flauto, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, due trombe e timpani. È quindi un organico abbastanza consistente, molto impegnativo per un giovane ed esordiente compositore se non avesse avuto la maturità e la competenza possedute da Schubert già a sedici anni. Questo organico orchestrale è il medesimo adottato da Beethoven per sue due prime sinfonie, con l’unica differenza che il Titano di Bonn utilizza due flauti.
Tutta la composizione riflette influenze e similitudini tematiche; ad esempio, il primo movimento presenta qualche affinità con l’ouverture delle Creature di Prometeo e con la Sonata Patetica di Beethoven, l’introduzione maestosa ricorda l’incipit della Sinfonia Praga di Mozart. La musica comunque, nel suo insieme, è coerente, improntata a toni ottimistici e festosi, in linea con la giovane età del compositore.

Failoni Orchestra Budapest, dir. Michael Halász
Mov.I: Adagio – Allegro vivace
Mov.II: Andante 11:47
Mov.III: Menuetto: Allegretto 19:17
Mov.IV: Allegro vivace 23:30

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