Georg von Reutter

Georg von Reutter (figlio) (1708 – 1772)

Georg von Reutter, maestro di cappella presso la cattedrale di Santo Stefano a Vienna e compositore di corte sotto il regno di Maria Teresa d’Austria, oggi è, a torto, dimenticato; i suoi lavori, sia operistici che in ambito sacro, sono un importante sostegno allo splendore della corte asburgica.
L’undicesimo dei quattordici figli di Georg Reutter, organista e maestro di cappella della cattedrale di Santo Stefano a Vienna, è battezzato con i nomi di Joannes Adamus Josephus Carolus Georgius; tuttavia durante tutta la sua vita utilizzerà soltanto il quinto nome.
George Reutter, dopo una prima formazione musicale curata dal padre, studia composizione con Antonio Caldara; durante un soggiorno in Italia, Venezia e Roma, approfondisce le sue conoscenze in campo operistico. Nel 1726 presenta la sua prima composizione, l’oratorio “Die Grablegung Christ”; l’anno seguente esordisce in ambito teatrale con opera “Archidamia”. Aspira a diventare organista di corte, ma le sue richieste trovano l’opposizione di Johann Joseph Fux.
Ottenuto alla fine del 1730 l’incarico di compositore di corte, Georg Reutter si afferma come operista. Morto il padre nel 1738, gli succede nella carica di kapellmeister a Santo Stefano; come maestro del coro ha tra i suoi allievi i giovani fratelli Joseph e Michael Haydn. Le sue composizioni adesso si orientano verso l’ambito sacro. George Reutter acquista ulteriore credito presso la corte imperiale e nel 1740 viene autorizzato ad anteporre al suo cognome la particella von. Dopo la morte di Fux diventa collaboratore del primo maestro di cappella, Luca Antonio Predieri, e nel 1769 è nominato formalmente kapellmeister di corte.
Autore fecondo, Reutter lascia una quarantina di opere per il teatro e moltissima musica sacra, almeno 8 oratori, 81 messe e 6 requiem; pochi di questi lavori sono stati pubblicati. Le sue ultime composizioni da chiesa sono caratterizzate dal perfetto equilibrio tra le parti solistiche e corali e l’impiego della coloratura sul testo e sulle parti strumentali.
Si ricorda anche un acceso confronto tra Reutter e il conte Giacomo Durazzo il quale, sostenitore dell’opera italiana e direttore della musica da camera di corte, tendeva a favorire Christoph Willibald Gluck.

Sacerdotes Domini (Vespri)
Ensemble Dyškanti

“Lo stual che Apollo onora” (Aria da “Il Parnaso accusato e difeso”)
Otto Sauter, tromba
Jochen Kowalski, controtenore
Cappella Istropolitana, dir. István Dénés

“Del Pari Infeconda” (Aria da “La Betulia Liberata”)
Olivia Vermeulen, mezzosoprano
Ensemble Nuovo Aspetto

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