Mendelssohn: Ottetto per archi Op. 20

Felix Mendelssohn-Bartholdy: Ottetto in mi bem. magg. per archi Op. 20

L’Ottetto per archi in mi bemolle maggiore scritto nel 1825 all’età di 16 anni, probabilmente la migliore opera giovanile di Mendelssohn, rende testimonianza di una solida e intensa formazione musicale. È un’originale composizione per un insolito organico strumentale: quattro violini, due viole, due violoncelli, che in quel periodo non ha precedenti; qualcosa di simile è il Doppio Quartetto di Louis Spohr, scritto due anni prima, dove un quartetto è il principale e l’altro funge da supporto. Peraltro la composizione di Mendelssohn si avvale di scrittura complessa, quasi sinfonica, dove ogni strumento assolve a un proprio ruolo ben determinato; l’Ottetto è concepito come una struttura ciclica, con temi che frequentemente si ripropongono o che derivano l’uno dall’altro, con l’unica eccezione dell’Andante.

I movimento – Allegro moderato ma con fuoco
Il primo movimento, il più esteso dei quattro, presenta un tema inquieto e mutevole, soggetto a progressive iterazioni che ne accrescono il carattere enigmatico. Appare un secondo tema cantabile che, elaborato e sovrapposto al primo, conduce ad una pausa; poi una nuova energica espansione armonica, con passaggi paralleli su tutte le voci, ripropone il tema principale.

II movimento – Andante
Tema elegiaco, sognante, costruito su brevi cellule melodiche contrapposte che ne accentuano il carattere di barcarola.

III movimento – Scherzo. Allegro leggerissimo
Come lo stesso Mendelssohn confida alla sorella Fanny, lo Scherzo è ispirato al sabba delle streghe della Notte di Valpurga dal “Faust” di Goethe. È il movimento più notevole ed emblematico di tutta la composizione; la polifonia strumentale leggera e vorticosa, i toni dinamici e fiammeggianti, anticipano i caratteri del “Sogno di una notte di mezza estate”.

IV movimento – Presto
Il movimento conclusivo si basa su un contrappunto a otto voci di grande forza espressiva; al fugato iniziale seguono consistenti slanci solistici.

Violini: Boris Brovtsyn, Julian Rachlin, Julia-Maria Kretz, Vilde Frang
Viole: Amihai Grosz, Lawrence Power
Violoncello: Jens Peter Maintz
Contrabbasso: Rick Stotijn

Allegro moderato ma con fuocoAndante [14:20] – Scherzo. Allegro leggerissimo [21:05] – Presto [26:10]

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