Francesco da Milano

Francesco da Milano (1497 – 1543)

Francesco Canova, conosciuto come Francesco da Milano, considerato il miglior liutista del suo tempo tanto da essere soprannominato “Il divino”, è anche il più grande compositore di musica per liuto del Rinascimento italiano. La sua musica è diffusa in tutta Europa, come attestano le tablature stampate tra il 1536 e il 1603 in Italia, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Paesi Bassi, oltre a numerosi manoscritti.
Francesco Canova nasce a Monza in una famiglia di validi musicisti, tra cui il padre Benedetto e il fratello Bernardino; studia liuto a Milano, è allievo probabilmente di Giovanni Angelo Testagrossa.
Prima del 1520 si trasferisce a Roma rimanendo al servizio di papa Leone X, poi di Adriano VI e di Clemente VII; nel 1528 raggiunge Milano, nominato canonico presso la basilica di San Nazaro Maggiore. In questi anni è già considerato il miglior liutista vivente. Dal 1531 al 1535 vive a Firenze, al servizio del cardinale Ippolito de’ Medici, poi ritorna a Roma alle dipendenze di papa Paolo III anche con l’incarico di maestro di liuto per il nipote Ottavio Farnese, il futuro duca di Parma.
Nel 1538 Francesco Canova si trova al seguito del Papa, intervenuto a Nizza con funzioni di mediatore nella contesa tra Francesco I di Francia e Carlo V (tregua di Nizza); si ritiene che per qualche tempo il Canova abbia dimorato a Parigi su richiesta di Francesco I, fortemente colpito dal suo talento. Dopo questo episodio mancano notizie certe intorno agli ultimi anni della sua vita che, con tutta probabilità, trascorre a Milano, ultima tappa della sua esistenza.
Francesco da Milano lascia un gran numero di pagine per liuto, soprattutto Fantasie e Ricercari, ma anche trascrizioni di composizioni vocali polifoniche tra cui opere di Clément Janequin e di Josquin Desprèz; la maggior parte delle sue opere è stampata dopo la sua morte.
La sua alta e duratura reputazione trova origine nel suo stile semplice derivante da una profonda conoscenza del contrappunto, nella sua grande capacità di combinare in stile imitativo diversi spunti tematici, superando così gli schemi dei suoi predecessori e distinguendosi dalla razionale dottrina della Scuola Fiamminga.

Fantasie: 67, 90, 7 – Chanson “De mon triste desplaisir”
Luca Pianca, liuto

Ricercar: 4, 1, 72 – Fantasie: 2, 27, 62, 3
Nigel North, liuto

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