Friedrich Kuhlau

Friedrich Kuhlau (1786 – 1832)

Friedrich Kuhlau, compositore e pianista, conosciuto soprattutto come interprete di Beethoven, è generalmente ricordato per il valore pedagogico della sua musica per pianoforte: le sue Sonate e Sonatine sono un’ottima formazione di base, propedeutica a lavori più impegnativi.
Friedrich Daniel Rudolph Kuhlau, nato a Uelzen, Bassa Sassonia, mostra sin da bambino spiccate attitudini musicali; impara a suonare il pianoforte dalla madre e il flauto dal padre, musicante in una banda militare. All’età di sette anni perde la vista dall’occhio destro per una caduta e trascorre i lunghi mesi di convalescenza improvvisando su un clavicordo regalatogli dai genitori. Poiché la sua famiglia è soggetta a frequenti spostamenti, Friedrich Kuhlau viene iscritto al Collegio Katharineum di Braunschweig; completa poi la sua formazione musicale ad Amburgo dove studia composizione con Christian Friedrich Gottlieb Schwenke.
Dal 1804 inizia ad esibirsi come pianista; esordisce come compositore con l’Ouverture per il suo melodramma “Il Trionfo di Cupido”. La sua prima opera a stampa è la Sonata per pianoforte in mi bemolle maggiore Op. 4, pubblicata nel 1810 da Breitkopf & Hartel per interessamento di Schwenckes.
In quello stesso anno Kuhlau si trasferisce a Copenaghen per sfuggire all’arruolamento forzato nelle truppe napoleoniche d’invasione. È attivo alla Corte Reale come musicista non retribuito; si sostiene economicamente con l’insegnamento e partecipando a manifestazioni musicali. Nel 1813 ottiene la cittadinanza danese.
Il primo importante successo giunge nel 1814 con “Røverborgen”, Singspiel su libretto di Adam Oehlenschläger. Seguono altri successi con “Trylleharpen” (1817), con “Elisa” (1820) e “Lulu” (1824), mentre l’opera “Hugo og Adelheid”, rappresentata nel 1827, si rivela un vero e proprio fallimento.
In questi anni compone anche molta musica da camera, soprattutto per flauto e per pianoforte, tra cui le celebri Sonatine per pianoforte a due e a quattro mani.
Nel 1828, l’anno in cui Friedrich Kuhlau viene nominato professore onorario presso il Teatro Reale, realizza il suo lavoro più famoso: le musiche di scena per “Elverhøj” di Johan Ludvig Heiberg; l’opera, nella quale Kuhlau fa uso efficace di melodie popolari danesi e svedesi, acquista popolarità immediata soprattutto per l’Ouverture e l’inno finale che celebra il re Cristiano IV.
Il 1832 segna la fine per Kuhlau, che si spegne per una malattia polmonare, e per la maggior parte della sua musica, persa in un incendio che distrugge la sua casa.

Grande Sonata Brillante in mi bem magg. Op. 64
(Allegro con energia – Antica aria danese, tema con variazioni 09:45 – Allegro 15:59)
Ginevra Petrucci, flauto – Bruno Canino, pianoforte

Elverhøj, Op. 100: Ouverture
Danish National Radio Symphony Orchestra, dir. Michael Schønwandt

Sonatina in do magg. Op. 20-1
Mitsuru Nagai, pianoforte

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