Giovanni Battista Granata

Giovanni Battista Granata (1620 o 1621 – 1687)

Giovanni Battista Granata è ricordato tra i più prolifici compositori di musica per chitarra del suo tempo; oltre all’attività musicale Granata è attivo nel prestito di denaro a interesse, come intermediario nella compravendita di case e terreni ed anche come chirurgo-barbiere, con licenza ottenuta nel 1659.
Giovanni Battista Granata probabilmente nasce a Torino; non si ha alcun documentazione al riguardo, ma si desume dalla firma apposta nelle sue opere. Già prima del 1646 è attivo a Bologna dove risiede stabilmente; in quell’anno l’editore Giacomo Monti pubblica la sua prima antologia: “Capricci armonici sopra la chittariglia spagnuola” (prima stampa musicale con il nuovo sistema dei caratteri mobili). Non si hanno indicazioni sulla data e il luogo di stampa della seconda raccolta intitolata “Nuove suonate di chittariglia spagnuola” e dedicata a Ferdinando Gonzaga; l’Opera III, pubblicata a Bologna nel 1651 col titolo “Nuova scielta di capricci armonici e suonate musicali in vari tuoni”, non reca più l’indicazione Giovanni Battista Granata “da Torino”.
Questi primi tre libri di musica per chitarra hanno per contenuto suite di danze organizzate sull’esempio francese in allemande, courante, sarabande, e brani leggeri e scorrevoli come la toccata o il capriccio. A partire dall’Opera IV “Soavi concenti di Sonate musicali per la chitarra spagnuola”, del 1659, e fino all’Opera VII, 1684, la sua ultima pubblicazione, le musiche di Granata si fanno più raffinate e complesse: la chitarra assume un vero e proprio ruolo concertante in un piccolo ensemble da camera con violini, viola e il basso continuo.
Il quarto libro, inoltre, include le intavolature per chitarra “tiorbata”, strumento che ai cinque cori della chitarra spagnola unisce sette corde di bordone per la realizzazione del basso continuo; i brani di Granata, insieme a quelli di Henry Francois de Gallot e alle composizioni presenti in un manoscritto custodito nella Biblioteca del Conservatorio di Napoli, costituiscono l’intero repertorio per questo particolare strumento.

Il brano Stairway to Heaven, grande successo del 1971 dei “Led Zeppelin”, tra l’altro oggetto di una vertenza giudiziaria per plagio promossa dal gruppo californiano degli “Spirit” (leggi l’articolo), presenta una certa somiglianza con la Sonata per chitarra, violino e basso continuo di Giovanni Battista Granata.

Sonata per chitarra, violino e basso continuo
Karina Schmitz, violino
Simon Martyn-Ellis, chitarra barocca
Avi Stein, organo

Giga I e II
Alexandra Isabela Petrisor, chitarra
Dragos Constantin Horghidan, chitarra

Allemanda – Passacaglia
Pierre Pitzl, chitarra barocca

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