Ciajkovskij: La Tempesta, fantasia sinfonica Op. 18

Ciajkovskij: La Tempesta, fantasia sinfonica Op. 18 (da Shakespeare)

“La Tempesta” Opera 18 è la seconda delle tre composizioni sinfoniche di Ciajkovskij ispirate alle opere di Shakespeare, le altre due sono “Giulietta e Romeo” e “Amleto”, e non va confusa con l’omonima Ouverture Opera 76 del 1864 ispirata al dramma “L’uragano” di Alexandr Ostrovskij.
Composta nel mese di agosto 1873 ed eseguita a Mosca il successivo 19 dicembre presso la Società Musicale Russa sotto la direzione di Nikolaj Rubinstein, La Tempesta si aggiudica nel 1885 il premio “Beljaev” come migliore opera sinfonica russa; il successo ottenuto a Mosca trova ulteriore conferma nell’esecuzione del novembre 1874 a San Pietroburgo, alla quale assistono Vladimir Stasov, il teorico del Gruppo dei Cinque, e Nikolaj Rimskij-Korsakov, entrambi estasiati dalla caratterizzazione dei personaggi e delle scene e dalla magnifica orchestrazione. Negli anni, però, Ciajkovskij tende a mettere in disparte questa composizione che, secondo lui, è prolissa e disorganica; a noi, semplici appassionati di musica, mostra comunque i caratteri distintivi del suo stile: la cantabilità e il colore orchestrale.
La Tempesta, che strutturalmente è meno complessa rispetto all’Ouverture-fantasia Romeo e Giulietta, ha come base una sequenza di scene elaborate da Vladimir Stasov, secondo questo schema che Ciajkovskij indica nella prefazione alla partitura.

  • Il mare
  • Il mago Prospero invia Ariel a sollevare una tempesta
  • Il relitto della nave porta Ferdinando
  • L’isola incantata
  • I primi sentimenti timidi d’amore di Miranda e Ferdinando
  • Ariel, Calibano
  • Gli amanti soccombono alla loro passione
  • Prospero si priva del suo potere magico e lascia l’isola
  • Il mare

Prospero, re e mago, spodestato dal proprio fratello, vive su un’isola incantata con sua figlia Miranda, lo spirito dell’aria Ariel e lo schiavo Calibano. Un giorno la nave del fratello naviga nei pressi dell’isola; Prospero chiede ad Ariel di provocare una tempesta, la nave affonda e, tra i relitti, giunge sull’isola Ferdinando, il figlio dell’usurpatore. Questi s’innamora subito di Miranda; la coppia si unisce felicemente. Prospero si spoglia del suo magico potere, lascia l’isola e recupera il suo regno.

La scena del mare apre la fantasia sinfonica. La tranquilla, placida navigazione è raffigurata dagli arpeggi uniformi degli archi e dalla pacata melodia dei corni; brevi increspature dei legni indicano la presenza di Ariel.
Presto si scatena la tempesta, magistralmente descritta dalle veloci figure degli archi intrecciate con le scale dell’ottavino e gl’intensi interventi degli ottoni. Il naufragio è rappresentato dall’andamento tumultuoso e instabile della musica.
Un momento di serenità è la descrizione dell’isola incantata; il tema dell’amore tra Miranda e Ferdinando è sviluppato da una melodia dolcissima introdotta dai violoncelli.
Segue un episodio dai toni animati che descrive la contrapposizione tra Ariel, tema leggero e brioso dei legni, e Caliban, rozza melodia dei violoncelli e contrabbassi; i due motivi si accavallano in un travolgente crescendo.
Ritorna il tema d’amore, affidato ai legni, ripreso ed esaltato da tutta l’orchestra; poi un motivo incalzante suggerisce l’abbandono dell’isola.
La Fantasia termina con la ripresa dell’iniziale melodia del mare sulla quale echeggia il solenne tema dei corni.

Orchestra Sinfonica delle Fiandre, Brugge – dir. Karel Deseure

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