Beethoven: Sonata per violino e pianoforte n. 10

Beethoven: Sonata per violino e pianoforte n. 10 in sol magg. Op. 96

Iniziata nel 1810 e interrotta dopo il primo movimento, la sonata Opera 96 viene completata a dicembre del 1812, giusto in tempo per essere eseguita il 20 di quel mese dall’arciduca Rodolfo d’Austria, mecenate e allievo di Beethoven, dedicatario dell’opera, e dal celebre violinista francese Pierre Rode; la partitura verrà pubblicata da Steiner, a Vienna, nel 1816.
La sonata in sol maggiore numero 10, ultima delle composizioni di Beethoven per violino e pianoforte, assieme alla sonata “a Kreutzer” Op. 47, presenta una scrittura finalizzata alla valorizzazione di entrambi gli strumenti,  considerati come unico insieme le cui melodie esaltano sia il dialogo che i contrasti. La sonata, che non ha l’energia sinfonica della “Kreutzer”, si distingue per l’eterea bellezza, per l’alto lirismo; è articolata in quattro movimenti, quello  finale è conformato allo stile e al modo di suonare di Rode.

I movimento: Allegro moderato
Atmosfera contemplativa, toni morbidi e sognanti, a volte malinconici. Inizio rapsodico con quattro note semplici scambiate tra violino e pianoforte; nuove idee tematiche proposte da uno strumento sono subito riprese dall’altro in un dialogo pacato, confidenziale, ricco di arpeggi. Cenni di un tema alquanto marziale.

II movimento: Adagio espressivo
Il tempo lento si avvia con un inno solenne del pianoforte sul quale il violino si esprime con  una propria serena melodia, sviluppata in progressione come un Lied. Pagina di alta poesia, tra le più deliziose delle creazioni beethoveniane.

III movimento: Scherzo: Allegro – Trio
Lo Scherzo irrompe senza soluzione di continuità; ritmi accesi, sgargianti, di danza popolaresca, che nel Trio si fanno più morbidi e aggraziati. Vigorosa e vibrante coda conclusiva.

IV movimento: Poco Allegretto
Nel movimento finale Beethoven unisce la forma del rondò a quella del tema con variazioni; un motivo cantabile, quasi pastorale, si snoda ordinato dalla chiave di sol a quella di si bemolle maggiore. La quinta variazione è un Adagio di particolare intensità emotiva; la settima è un fugato. Appare un breve frammento del tema, poi le ultime variazioni chiudono energicamente la sonata.

Yoojin Jang, violino – Renana Gutman, pianoforte
I mov. Allegro moderato
II mov. Adagio espressivo (11:30)
III mov. Scherzo: Allegro – Trio
IV mov. Poco Allegretto (19:30)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...