Maurice Emmanuel

Maurice Emmanuel (1862 – 1938)

Compositore francese, eccellente pianista e musicologo, Maurice Emmanuel è noto soprattutto per i suoi scritti, tra cui: “Essai sur l’orchestique grecque”, “Histoire de la langue musicale”, “Traité de l’accompagnement des psaumes”; “La Danse Grecque Antique d’après les monuments figurés” (Hachette, Parigi 1896) è uno studio mirato a decifrare il codice gestuale dei ballerini dell’antica Grecia per confrontarlo con quello dei ballerini classici de l’Opéra.
Nato a Bar-sur-Aube, regione della Champagne-Ardenne, Maurice Emmanuel cresce a Digione e dal 1869 a Beaune. Le sue prime esperienze musicali,  legate al coro della Cattedrale, si arricchiscono con l’influenza dei canti dei vendemmiatori e della musica eseguita dalla banda cittadina; studia al Conservatorio di Parigi e si laurea alla Sorbona con una tesi sulla Danza nella Grecia antica.
Le prime composizioni di Maurice Emmanuel, tra cui la Sonata per violoncello Op. 2 e le Sonatine Op. 4 e Op. 5, mostrano le sue preferenze per la musica modale e orientale, specialmente indiana; Leo Delibes, inorridito, gli preclude l’accesso alla candidatura per il Prix de Rome.
Nel 1897 il Ministero dell’Istruzione offre a Maurice Emmanuel, ottimo conoscitore della lingua tedesca, l’incarico di studiare in Austria e in Germania la struttura e il funzionamento dei Conservatori, nonché le modalità d’insegnamento della Musicologia nelle Università. Gli esiti di questo lavoro sono raccolti nelle due pubblicazioni: “Les Conservatories de l’Allemagne et de l’Autriche” e “La musique dans les Universités allemandes”, rispettivamente del 1898 e del 1910.
Dal 1904 al 1907 Emmanuel è direttore della musica nella chiesa di Sainte-Clotilde e qui introduce il canto a cappella palestriniano. Nel 1909 ottiene la cattedra di Storia della musica presso il Conservatorio di Parigi; tra i suoi studenti figurano Olivier Messiaen e Henri Dutilleux.
Nel 1911 vince il premio Kastner-Bourgault con la pubblicazione “Histoire de la langue musicale”.
La sua produzione musicale non è abbondante; su 73 composizioni ne mantiene soltanto 30, tutte di alta qualità. Oggi i suoi lavori sono poco eseguiti, anche in Francia. Il suo stile è originale, lontano dall’impressionismo allora imperante. La prima Sonatina per pianoforte, del 1893, già mostra l’emancipazione dallo stile di Debussy; la Sonata per clarinetto, flauto e pianoforte, del 1907, appare neoclassica e mette in luce la sua conoscenza degli antichi ritmi e della strumentazione popolare del XIX secolo, i suoi due soggetti preferiti. Tra le altre composizioni di Maurice Emmanuel vanno ricordate due opere tratte da Eschilo, il “Prometeo incatenato” e “Salamina”.

Sonata e Trio per clarinetto, flauto e pianoforte Op. 11
Natalia Chudzicka, flauto
Barbara Borowicz, clarinetto
Anna Miernik, pianoforte

Sinfonia n. 2 in la magg. “Bretonne”, Op. 25
I. Allegro
II. Scherzando [03:43]
III. Andante malinconico [07:16]
IV. Finale: Allegro con spirito [12:02]
Rhenish Philharmonic Orchestra, dir. James Lockhart

In Memoriam, per voce, violino, violoncello e pianoforte Op. 12
1. Ma mère
2. Intermezzo
3. Les volets sont fermés
4. O mon enfant
(Festival Liederiadi 11 novembre 2012)
Mirko Guadagnini, tenore
Stelia Doz, soprano
Francesco Senese, violino
Andrea Favalessa, violoncello
Luca Ciammarughi, pianoforte

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