Estêvão de Brito

Estêvão de Brito (1575? – 1641)

Polifonista portoghese formatosi all’importante scuola della Cattedrale di Évora, Estêvão de Brito trascorre in Spagna la maggior parte della sua vita. La sua musica sacra, fioritura particolarmente tardiva del Rinascimento, è temperata dalle innovazione barocche.
Estêvão de Brito nasce a Serpa, pittoresco borgo nella regione dell’Alentejo; molto probabilmente, come scrive Diôgo Barbosa Machado, è allievo di Filipe de Magalhães. Non sappiamo quando si trasferisce in Spagna, ma a gennaio del 1597 è attivo come maestro di cappella presso la Cattedrale di Badajoz; nel 1608 viene ordinato sacerdote dall’arcivescovo di Évora, nel 1613 si trasferisce a Malaga dove rimane per il resto della sua vita con l’incarico di maestro di cappella, compositore e maestro dei chierici della Cattedrale. Periodicamente gli viene concesso del tempo libero per dedicarsi esclusivamente alla composizione di “villancicos” e “cançonetas” per il Natale e per la festività del Corpus Domini.
A gennaio del 1618 rifiuta il posto di direttore della Cappella Reale di Madrid; non se ne conoscono i motivi.
Molte delle composizioni di Estêvão de Brito, tra cui i numerosi “villancicos” e “cançonetas”, sono andate perse nel terribile terremoto di Lisbona del 1755. Alcuni mottetti, salmi, inni, a quattro e più voci, una “Missa Ferialis” a 4 (SATB) e una “Missa pro defunctis” sopravvivono unicamente nei manoscritti conservati presso la Cattedrale di Malaga. Sette di questi risalgono al XVII secolo, gli altri sono copie di epoca successiva; tutti i manoscritti contengono musica di diversi autori e sono dubbie alcune composizioni attribuite a Brito dal musicologo Miguel Querol Gavaldá, tra cui lo “Stabat Mater”, “Lucis Creatore Optime”, “Jesu dulcis memoria”.
I suoi mottetti generalmente sono molto vivaci; Brito fa uso di frasi brevi, su due, tre o quattro note, sviluppate in stile imitativo con le diverse voci. “Heu Domine”, il terzo dei cinque mottetti facenti parte assieme al Requiem dell’Officium Defunctorum, è un brano maestoso a sei voci, ancora oggi eseguito in Portogallo in occasione delle esequie di personaggi importanti.

“Ego Dilecto Meo”
Ensemble vocale Pro Cantione Antiqua

“Heu, Domine” (Mottetto funebre)
(?)

“Introitus” (Messa da Requiem)
Ensemble vocale Olisipo

“Gaudent in caelis”
Coro a sei voci della Cattedrale di Oporto
Maestro: Eugénio Amorim

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